Ho sofferto quando avrei dovuto gioire.
ho pianto quando avrei dovuto ridere.
ho corso quando avrei potuto camminare.
ora rido per non piangere.
ora gioisco per soffrire diversamente.
ora cammino perché stanco di correre.
nulla è cambiato.
le prospettive si sono appiattite in un presente in divenire.
il passato rimane come una radice recisa.
eppure mi muovo.
scrivo dunque leggo.
su assi non cartesiani la perpendicolarità di un destino trasversale.
lascio che tutto scorra senza trattenere il fiato.
per troppo tempo i miei sentimenti sono rimasti in apnea, quasi soffocando.
ho bisogno di salire dopo essere precipitato.
ho il dovere di rialzarmi dopo essere caduto.
sembra difficile ma non è facile.
intanto si fa sera e gli ultimi raggi di sole diventano lame.
gli occhi, trafitti, si spalancano per raccogliere le briciole di un tramonto.