Ma tu credi che Dante, Tasso, Pascoli (tanto per citare alcuni dei grandi assoluti) si preoccupassero di definire i loro testi per la delizia dei lettori o soprattutto per una propria ricerca di perfezione? Come chi ha reinventato l'endecasillabo per una propria poetica più personale? (Come Giuseppe Conte nei suoi Lari...). Che tu sia un grande non v'è dubbio!!!
mmmhhh… un grande che? Ogni tanto me lo dicono qui, in casa, ma ora mi sfugge; qualcosa tipo un grande struzzo, o simile, boh?! :D Bei versi quelli di Conte, davvero, anche perché a me la sua "reinvenzione" da quel poco che ne ho letto sembra comunque abbastanza rispettosa dell'endecasillabo tradizionale, solo pochi vincoli in meno e qualche enfasi in più. A me piace preannunciare gli schemi che seguo anche per eventualmente agevolare nel lettore lo scovamento di errori, non solo per guidarlo ad una lettura ritmica simile a come ho immaginato io il verso, però capita che ogni tanto, anche imponendomi rigidità, qualcosa torni difficile da definire. In questo caso no, è la connivenza di due concetti indipendenti, limerick e tautogramma, ma a volte faccio fatica, come per esempio quando seguo lo schema di un haiku (ma all'italiana, quindi non misurando la lunghezza di ogni singola vocale tra brevi e lunghe come da recitazione giapponese, ma la lunghezza complessiva di ciascun verso includendo sinalefi come Poesia italiana comanda) e però non metto un kigo perché sto esprimendo qualcosa che non ha a che fare con tempi o stagioni… in quel caso è giusto dire comunque che ho buttato giù un haiku? Mah! Ma alla fine non cambia nulla, è un cappello introduttivo che creo quasi sempre semplicemente perché in qualche altro sito in cui pubblico c'è proprio un campo specifico "Nota dell'autore" prima del testo stesso e non mi va di lasciarlo vuoto, tanto costa uguale usarlo o non usarlo, è gratis :-)
Grazie della risposta articolata ed esauriente! Solo una curiosità: come apprezzi la poesia moderna, quando se ne percepiscono le intime strutture, che pure non vengono esplicitate con altrettanta cura nei dettagli?
La leggo volentieri, ma preferisco la "classica" (che poi tanto classica non è, visto che per classica sarebbe da intendersi quella greca o romana, completamente diversa dalla nostra). Però spesso autori che hanno riscosso (quanto meno post mortem, per esempio Alda Merini) molto successo di pubblico, non mi dicono nulla. Ad ogni modo non ho seguito quasi niente di moderno; per esempio di Conte a liceo non si accennava neanche l'esistenza quindi non ne sapevo nulla prima che me lo nominassi tu, ora ho letto poche righe da "Canti d'Oriente e d'Occidente" e mi son piaciute. Ora sto attraversando un momento incasinato per problemi seri di salute sia miei sia dei familiari, ma appena avrò tempo vado a leggerlo un po'. Però credo mi sia piaciuto, al di là dei contenuti, per la presenza di una struttura solida anche se non canonica, almeno quel poco che ho letto era così, con un ritmo netto, non casuale, ben articolato.