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Pubblicata il 18/08/2026
Fiume inondato di follia,
scorre e lambisce le flebili mani;
oscure ombre vagano timorose
tra valli solcate da granuli incoerenti
di tenera arguzia sospesa.

tra le ceneri sparse,
tra le rime di ninfee schiuse
nei petali del vento,
sibila note dissonanti
e crea orde danzanti:
nugoli di spade lacerate
da tempeste che adirano
e dissolvono le ultime grida.

alberi contorti si diradano,
virgulti emergono dalle ferite.
l'oscura follia divampa,
faville sfavillano acredini
dalle immote acque inermi:
schiudono voci soffocate dal dolore
mentre cieche ombre sorridono
tra gli specchi
e muoiono in grama esistenza
nelle fredde luci
di una buia stanza.

ama la natura,
e troverai te stesso.
rinchiuso tra le lacrime,
risorge la verde vetta,
che sfiora la limpida armonia.
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Leggo in questi versi una struggente e spietata analisi della guerra, di tutte le guerre, di questo germe universale che opprime, divora, non dà scampo, non conosce la forza e il valore del perdono... tu concludi con un bellissimo invito all'amore, che esprime una questione spinosa, difficile: come amare la natura per operare la pace?

il 19/08/2026 alle 12:38

Si, c'è un'ombra che richiama la guerra, ma non é politica: é la guerra interiore.....Grazie, IIIune.

il 19/08/2026 alle 14:23