Sulla riva dell’attimo
dove
il nome delle cose
non è ancora la cosa
si flette
come erba
prima del vento.
non chiede permesso
non sa
di essere attesa.
entra
non da una porta
ma dal modo in cui la luce
cambia angolo
a metà pomeriggio
senza che nessuno
l’abbia chiamata.
porta con sé
solo l’eco di ciò
che non fu detto
quella precisa distanza
tra la bocca
e la parola
in cui abita tutto il resto.
qui
sulla Soglia
non si attraversa nulla.
si diventa
il passaggio.