Il sole è consapevole della sua nuova ed inaspettata energia. Cerca di emanare meno calore possibile, ma è costretto a perseverare, sapendo di non farsi più amare! Bravo Poe! Bella davvero
Diciamo che quando è troppo è troppo , è anche l'amato sole quando esagera se ne rende conto e imbarazzato si ritira ; tra l'altro il sole non ci ha fatto proprio bella figura se ci aggiungi l'umidità che si è portata dietro perché lo ha fatto pensare in secondo piano rispetto al fastidio dell'umidità . Insomma ogni giorno è un dono per il quale ringraziare; sinceramente sto ancora in attesa dell'estate che è bella e la amo molto ma quest'anno è stata un'estate da cancellare Bravo Poe mi piace . Un abbraccio Eos
Bene, se ho reso l'idea! Anche la cronaca dell'estate afosa può fare "testo". Grazie carissimi. Un abbraccio.
Una cronaca che diventa Poesia non è poca cosa, anzi diviene capolavoro d'Arte.
Cara Dea, è sempre un onore averti qui. Grazie a te che sei storia...
La poesia “Al ‘Calor’ del sole” descrive il momento in cui, dopo una giornata di caldo intenso, il sole comincia a tramontare e lascia lentamente spazio alla penombra. Il paesaggio del lago, illuminato da una luce particolare, diventa così lo sfondo di una riflessione sul rapporto tra uomo e natura e sulla necessità dell’equilibrio. Il sole è presentato attraverso numerose personificazioni: “fugge”, “si vergogna”, “sembra andarsene con imbarazzo”, quasi fosse una persona consapevole di aver esagerato con la propria forza. Il calore, infatti, che normalmente rappresenta qualcosa di piacevole e vitale, è diventato eccessivo e persino il riposo viene accompagnato dal sudore. Di conseguenza, l’ombra, normalmente considerata l’opposto della luce e del sole, diventa un’“oasi”, qualcosa di desiderato e quasi prezioso. Questo modo di osservare la natura può ricordare Giovanni Pascoli, anche se non ci sono citazioni o riferimenti diretti alla tua poesia. Come in Pascoli, anche qui un elemento apparentemente semplice del paesaggio , il sole, il lago, il tramonto, la luce, viene osservato con attenzione e trasformato in qualcosa di più profondo e suggestivo. La natura sembra avere una propria vita e quasi parlare all’uomo. Le immagini come “lo scrigno del fondale” o “l’arsura si è divorata il tempo” contribuiscono proprio a creare questo senso di mistero e di meraviglia. Nella parte finale il paesaggio ritrova la sua tranquillità: tutto sembra fermarsi e concedersi una “mitigata tregua”. L’ultimo bagliore del sole diventa un saluto al giorno, accompagnato da un sentimento di gratitudine. Il poeta, infatti, nonostante abbia raccontato la fatica provocata dal caldo, conclude con un “rinnovato grazie”, riconoscendo comunque il valore della luce e del giorno. La poesia può quindi essere letta come una riflessione semplice ma universale: anche ciò che amiamo e ci fa bene, quando diventa eccessivo, può trasformarsi in un peso. Abbiamo bisogno di alternanza, di pause e di equilibrio. Ed è proprio attraverso il tramonto, cioè attraverso il temporaneo allontanarsi della luce, che si torna ad apprezzare il valore del sole.Bellissima!Abbracci!
Grazie Ninetta per l'accuratezza del tuo scritto. Sempre onorato della tua attenzione e del tuo apprezzamento. Un abbraccio.