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Pubblicata il 13/08/2026
Piccole anime timorose,
si distendono tra valli inermi;
fuochi emersi dal loro respiro
rischiarano la limpida notte,
assolata dal grigio tepore
che inonda il deserto imperante
dei cuori arsi dal dolore.

ruderi tra le vie,
oasi smarrite tra gli steli inariditi;
arsura che dilaga
tra i grani di stralci di poemi dissolti
nelle ceneri della follia.

sofferenti, rotolano
con le mani del vento:
rutilano incessanti,
sibilano tra le polveri.

le dita unte di triste apatia
sfogliano frasi scolpite tra le rocce,
versano sogni dimenticati
nell'antico antro delle paure,
sommerse nel limo che schiude gli occhi
e declina l'ultima stilla
di creativo respiro,
esule nel confine
di anime inquiete senza voce,
soffocate dal proprio delirio
di non-esistenza.
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Questi versi mi hanno lasciato una sensazione di dolore silenzioso, ma profondamente umano. Dentro immagini cupe e delicate insieme, si percepisce il bisogno di salvare qualcosa dalla paura, dalla solitudine e dalle ferite della vita. Mi ha colpito soprattutto la sensibilità con cui trasformi la sofferenza in immagini che restano nell’anima. Una poesia intensa, che non si legge soltanto: si sente.

il 15/08/2026 alle 11:57

Piccole anime nasce proprio da quella sensibilità che hai colto così bene. Grazie di cuore.

il 15/08/2026 alle 14:17