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Pubblicata il 06/08/2026
Limpide ali solcano il cielo adirato,
inondano le chiome dorate,
l'argento del mare oscilla
tra misere rime,
dolori inespressi che vibrano
nella terra senza cielo.

sofferente, richiama
le anime dissolute,
intrise di futile follia:
ricreano il disordine
per la quiete dispersa
tra timide, illusorie memorie
che ricadono lente,
come livrea densa di tristezza
a coprire la cenere grigia.

torpore reclinato
tra le spoglie distese, ansimanti;
brevi attimi di fuoco
sfavillano faville
che sfiorano l'opaca oscurità
di un'antica stanza.

nell'antro tetro,
l'anima iridata danza:
incipiente alba
di un nuovo respiro.
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Mi hai riportato alla mente l'albatros di Baudelaire, con le sue ali da gigante che gli consentono di volare al di sopra di chi lo schernisce per il suo andare goffo... il suo respiro è proprio quello del poeta...

il 08/08/2026 alle 18:01

Che bello che il mio Albatros ti abbia ricordato Baudelaire. Il mio Albatris è diverso, ma vola nella stessa direzione: l'Albatros come simbolo di chi porta un respiro più grande del mondo.

il 08/08/2026 alle 21:59