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Pubblicata il 04/08/2026
Il fiore resiste, ma
si piega al peso dell’afa.
Vibra di sete, si colma
di fiati umidi, ma niente l’appaga
e soffre, desidera il vento
in un isolamento mai sereno.

C’era il sole, ma non sale
a picco sui corimbi
si confonde per poco
come ora si contorcono parole assenti
all’afa di un pensiero viscido
che separa il seme dal suo fiore.

La sua sete sta al centro
di una pioggia che sgocciola
moscerini di polvere
sull’erba e l’aria opaca.
Piange di caldo, malevola
l’ortensia che invidia
la goccia brillante
su una rosa sfiorita.
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Io che non soffro il caldo e l'afa, posso testimoniare che quest'anno sono stati micidiali! Hai descritto perfettamente - e con eleganza - il desiderio di ogni essere vivente in preda a codesta ostilità persistente! Bravissima Illune

il 05/08/2026 alle 00:21

La poesia racconta la sofferenza di un fiore, l’ortensia, piegata dal caldo e dalla sete, ma il fiore diventa il simbolo dell’uomo che attraversa un momento di difficoltà. Il poeta usa la natura per parlare di una condizione interiore: l’afa rappresenta un peso emotivo, la solitudine e la fatica di vivere, mentre il vento desiderato diventa il simbolo della speranza e del bisogno di liberazione. Il fiore resiste, ma sente di non ricevere ciò di cui ha bisogno, proprio come una persona che cerca attenzione, conforto o una nuova energia per rinascere. La goccia d’acqua sulla rosa sfiorita rappresenta un piccolo gesto di sollievo, qualcosa di semplice ma prezioso. Questo modo di trasformare la natura in uno specchio dei sentimenti ricorda alcuni grandi artisti.Si può pensare a Vincent van Gogh, che nei suoi paesaggi e nei suoi fiori, come i girasoli, non dipinge soltanto la realtà, ma anche le emozioni e le inquietudini dell’animo umano. Anche Claude Monet ha spesso rappresentato la natura cercando di coglierne gli stati d’animo attraverso la luce e le atmosfere. In letteratura, il tema della natura che riflette la sofferenza dell’uomo richiama Giacomo Leopardi, dove il paesaggio spesso diventa espressione della solitudine e del dolore umano. Come in Leopardi, anche qui la natura non è solo uno sfondo, ma parla della fragilità e dei desideri più profondi dell’uomo.Bellissimo testo!

il 05/08/2026 alle 09:38

Mi hai fatto venir voglia di andare a portare acqua ad ogni fiore che soffre. Non posso fare a meno di " curare" evidentemente. Immagini magnifiche. Brava come sempre Silva Un abbraccio a te

il 05/08/2026 alle 18:31

Anch'io non soffro il caldo, Sir, eppure quest'anno l'afa non dà tregua... grazie dell'attenzione e dell'apprezzamento!

il 06/08/2026 alle 17:13

Un bellissimo commento, Ninetta, grazie! L'accostamento ai grandi è sempre qualcosa da tener presente, per quanto possa apparire oltre la nostra portata, perché ci indica gli obiettivi a cui puntare...

il 06/08/2026 alle 17:18

Sono felice che i miei versi ti abbiano dato il desiderio di bagnare i fiori, Silia, e mettere a profitto le tue attitudini alla cura...

il 06/08/2026 alle 17:26

I fiori dipingono il cuore dell'anima. Grazie, IIIune.

il 08/08/2026 alle 01:46

Così come le tue iridescenze cosmiche, grazie, Elfo!

il 08/08/2026 alle 23:21

stupendo il modo con cui la fatica è dipinta e rappresentata in natura. quali veraci sembianze animano sensazioni di tenera comprensione. quali e quanti accostamenti ci portano a riflettere... versi goduti, cara amica Illune! un abbraccio. five!

il 14/08/2026 alle 15:29

Grazie della condivisione, Poe... è vero, quando noi possiamo scoprire nella natura il riflesso delle nostre ansie e dei nostri sentimenti riusciamo perfino a consolarci dei momenti negativi!

il 24/08/2026 alle 15:08

Hai colto l'essenza dei miei versi, ANAIS-, grazie!

il 24/08/2026 alle 15:10