L'inesistenza rifugge l'esistenza,
arditi momenti si ritirano
tra gli anfratti dell'oblio.
si schiude la vita,
acqua sorgiva, inevitabile essenza,
che zampilla tra le nude rocce
cosparse di vivida
e timorosa, fulgida luce.
essa rivela il senso profondo
di una immota palude
che le mani, intinte di colori creativi,
rendono viva
tra gli archi infiniti
di dardi infuocati.
piccole crepe,
tra le mura illusorie,
si riversano nella nitida coscienza:
libere trame
che richiamano le antiche gesta.
il respiro imminente
assapora l'inatteso,
folle bardo del silenzio,
che sfiora la limpida cetra,
incantata dalla nobile favella.
fiumi di rime
inondano la tua irreale
e fievole esistenza.