il fallire
sempre, inequivocabilmente
questo dolore che cova rimpianto e rabbia
gettare la spugna prima di salire sul ring
questo stesso lamento che resterà carta morta nel mio cervello e nulla più
il mio dolore non importa al resto del mondo
le mie fatiche sono miseri abbozzi
tutti i miei travagli per altrettanti aborti
un disco che salta, si ripete
e lede la mia carne viva
che vorrebbe lucentezza e fama e gloria
e vede gli altri, i miseri altri
riuscire dove io fallisco.
sempre, in ogni campo, sono modesto
del resto sapevo
di questo mio dono
il non riuscire ad un passo dalla meta
l'inciampare il dubitare il perder tempo
e poi il morale m'abbatte
mi paralizza e tutto ciò che ho fatto
non ha mai portato nulla
se non illusione ed amare verità:
tu non sai scrivere, non sai suonare
non hai talenti
non li hai mai avuti
e questo che ti rode
vedere gli altri riuscire in leggerezza
dove tu ti trascini come zoppo claudicante
come misero imbecille che ci spera
e invece niente, non ci siamo
il suono è storto e la rima non funziona,
ogni mia immagine ovvia, scontata e brutta.
ormai piu non m'illudo
e questo è ciò che m'atterrisce
il non veder motivo d'alzare il culo dal letto
il non uscire chè tanto sarà sconfitta.
di questo son maestro e me ne vanto
io sempre ho fallito
sempre non son riuscito
sempre senza senso il mio vagare
come molecola impazzita che agisce controvoglia
come stupido e stolto uomo che si credeva piu grande di sé.