Il titolo suggerisce che : c'è qualcosa di più profondo nella vita oltre alle cose materiali o al momento presente. Ho letto questo brano come il racconto, insieme ironico e amaro, di un padre che osserva il proprio figlio senza riuscire a trovare una strada che possa davvero guidarlo. L'esorcista e il prete mi sono sembrati due simboli di un bisogno di trovare risposte, mentre il padre, fin dall'inizio, sa che nessuna soluzione esterna potrà sostituire il percorso personale di crescita. Mi ha colpito anche l'immagine della "Musa" mai incontrata: l'ho letta come la ricerca di una vocazione, di una passione o semplicemente di ciò che dà senso al cammino di una persona. Il finale, poi, racchiude molta forza espressiva. Il gioco sullo "spretato", che ha perso nel tempo due fedi, l'ho percepito come una sintesi efficace di una doppia disillusione, quella religiosa e quella affettiva, raccontata senza enfasi ma con un'ironia che lascia spazio alla malinconia.Ho pensato anche che lo "spretato" non indichi soltanto la perdita di due fedi in senso letterale, ma forse anche quella di un uomo che per anni ha cercato di svolgere una funzione quasi sacerdotale nella famiglia: guidare, sperare, affidarsi a qualcosa di più grande. La sua vera perdita potrebbe essere anche la fine di quella fiducia.Ciao.
Ninetta cara,sai che l'ironia in me e' pressoche' assente;se preferisci chiamarla malinconia,in questa pagina si ride dall'inizio alla fine...Sono elaborazioni distopiche di fatti che potevano tranquillamente accadere a Caronno Pertusella,ma si vanno a cercare ad Hollywood,a Vienna alle lezioni del professor Freud,in Malesia,ma che da li' ad esser successe,ne intercorre la biblioteca di Babele,amata ma non portata a termine,causa distacco retinico,e laurea conseguente,honoris causa... Pero' noi si e' magnetizzati,quindi parzialmente condonati dal mero intellettualismo;non e' condizione invidiabile,almeno dal punto di vista di...Borges!Zao,questa pagina son "sicuro"ti sia piaciuta,ma non me lo dirai mai
Sergio caro..., mi adeguo volentieri alla tua teoria: da oggi prometto di non cercare più Freud a Vienna quando basta Caronno Pertusella. Se però poi mi semini Borges, la Biblioteca di Babele, Hollywood, il distacco retinico e perfino una laurea honoris causa, non puoi lamentarti se ogni tanto mi viene il sospetto che dietro una risata si sia nascosto qualche piano sotterraneo. Accetto dunque la tua versione ufficiale: si ride dall'inizio alla fine. Ma sai come sono fatta: se uno mi lascia una porta socchiusa, io sbircio sempre cosa c'è dietro. Se poi non c'è nulla, pazienza... mi sarò fatta un giro in Biblioteca. Un saluto "parzialmente condonato" dal mero intellettualismo.Ciao. Mi dipiace per la retina...