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Pubblicata il 23/07/2026
La figlia dell'assessore comunale di un isolotto,nel secolo scorso,appariva da adolescente proprio bel bocconcino,bionda,studiosa fino alle medie,socievole e collaborativa,con la famiglia,i compagni,mai un bacio,la comunita'.Il padre,dopo i quindici anni,era in imbarazzo sul come occupar la perla,il gioiello;la madre non era invece all'altezza di sbilanciarsi.Li tolse entrambi dalla responsabilita' di farle intraprendere indirizzi sbagliati,sparendo repentinamente dall'isola,da un giorno all'altro.Venne rintracciata anni dopo,da un detective privato,nelle parti di Erba,nord Italia,per esser precisi in stazione radio controversa,Radio Marion,schierata con miracolismi e comunicazioni mariane tramite medium,cicliche,discussa anche dal Vaticano ortodosso.Il colore dei capelli era diverso,scuro corvino,goffamente tinto,occhio sx del tutto cieco,il viso deturpato da una blanda forma di vaiolo.Svolgeva funzioni modeste presso l'emittente,ingiustificabili al controllo da parte d'ispettori autorizzati della Chiesa.Probabilmente era una tra le veggenti.
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Il brano lascia la sensazione di una storia sospesa, in cui ciò che non viene detto sembra avere un peso maggiore di ciò che viene raccontato. La ragazza, inizialmente descritta come una “perla” della comunità, bella, intelligente e benvoluta da tutti, appare come una figura quasi ideale. Proprio per questo colpisce il contrasto con la persona ritrovata anni dopo: cambiata nell’aspetto, segnata dalla vita e inserita in un ambiente completamente diverso. La sua scomparsa improvvisa durante l’adolescenza apre molti interrogativi. L’autore non offre risposte definitive, ma lascia spazio a diverse interpretazioni: una fuga volontaria, una scelta di vita, una sofferenza nascosta o un’esperienza traumatica mai rivelata. Anche la famiglia rimane avvolta nell’ambiguità: il padre e la madre sembrano incapaci di comprendere quale strada sia giusta per lei, e la frase secondo cui lei li “tolse dalla responsabilità” lascia intuire un peso o un segreto che rimane senza spiegazione. Il vero mistero del racconto forse non è soltanto dove sia andata la ragazza, ma che cosa sia successo alla sua identità. La giovane ammirata da tutti sembra quasi scomparire per lasciare posto a una persona nuova, che porta sul corpo e nella vita i segni di un passato sconosciuto. Anche la parola finale, “veggente”, sembra avere un significato importante. Può riferirsi all’ambiente religioso e alle presunte capacità spirituali della radio, ma può anche essere letta in modo simbolico: forse è una persona che ha visto qualcosa che gli altri non hanno visto, oppure una figura alla quale gli altri hanno attribuito un ruolo per dare un senso alla sua storia. Il termine “probabilmente” mantiene il dubbio e mi lascia in bilico tra verità, fede e illusione. Il titolo “Sweet Lady Blue” accentua questa atmosfera malinconica: richiama una figura femminile idealizzata, ma anche una tristezza profonda. Nel complesso il brano sembra parlare non solo della scomparsa di una ragazza, ma della perdita di un’immagine, di un’identità e forse di una parte della sua stessa vita. Un bell'esercizio ogni volta Zao...

il 23/07/2026 alle 22:46

Ninetta,noterei pure,"da esterno"un rancore non sublimabile in colui "che narra",per una privazione affettiva senza reali giustificazioni. Zao,a presto.

il 23/07/2026 alle 22:56