Caro Giancarlo con questi versi esprimi una critica ironica e provocatoria verso una società che sembra celebrare la tecnologia della guerra come se fosse un progresso. L’immagine dei “cervelli che scurreggiano” crea un effetto grottesco: la ragione viene ridicolizzata, come se avesse perso il senso critico. Il “Drone Day” diventa così un simbolo del paradosso di un mondo che può trasformare strumenti di distruzione in occasioni di festa. Attraverso il sarcasmo, i tuoi testi manifestano sempre una forma di ribellione , in questo caso, contro la normalizzazione della guerra. Bel testo .Saluti