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Pubblicata il 20/07/2026
Seduta in questa marea apparente,
attendo la mia resa.
un coniglio salta al di là del fosso,
trovandosi al limite del baratro.
quel baratro è un vuoto immenso
che percorre il manto dell'amore,
lasciando vuoto il cielo del giorno.
tutti anelano alla perfezione,
nascondendosi in luoghi immaginari
lontano dalle loro perfide illusioni.
e come un mantra invalicabile,
cado nella notte distruggendo l'enfasi
di un ultimo doloroso battito.
intanto tu sorridi,
puntando con indifferenza
una malinconica stella sul mio petto,
per placare la mia gioia
nel contemplare la tua bellezza.
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si ravvisa una certa contrapposizione tra la resa faticosa affascinata da una bellezza che appare forse indifferente. il coniglio cade nel baratro come l'amore nel vuoto di corrispondenza. la tristezza della situazione si contrappone alla gioia di chi ancora contempla la bellezza. bella, caro Francesco, anche se trasmette sconforto...

il 20/07/2026 alle 17:20

Grazie, amico mio, sono un buco nero che non sorride mai... un caro saluto, Poe... buona serata.

il 21/07/2026 alle 20:25