Per tornare a casa dal lavoro prendo la metro',inutile leggere libri o telefonino,gli occhi si sciupano e rischio di perdere il riflesso del mio mezzobusto al finestrino scuro in fronte.Non li tengo piu' raccolti a crocchia o con la coda i capelli,sono creciuti a sufficienza,il lavoro non mi interessa,la televisione non mi interessa.Non vorrei interessarmi troppo a me stessa,quando diluvia la sera,l'acqua cheta sulle finestre rode ponti e nervi.Non fumo,non canno,cos'ho in mezzo alle gambe?
al suono della sveglia,torno a lavorare in metro',mi vogliono bene e non ho nessuno.E' vita,e' meditazione?Il riflesso nel finestrino scuro incappa in tutte le stazioni del Calvario,illuminate a mo' d'icona in Chiesa.Questa sera andro' al cine,a veder la cronologia dell'acqua,a Paderno Dugnano,imperfetta solitudine.