PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 18/07/2026
Il gesso sulla lavagna è rimasto a metà.

Pochi inverni,
poi il salto,

senza chiedere il permesso
alla terra.

Nessun quaderno
saprà il finale.

La mia ombra
è un vestito troppo corto,

abbandonato
sul pavimento della sera.

Sono diventata
una riga interrotta,

un taglio netto,
un buco nella notte.

Il buio, adesso,
ha fame della mia luce.

Resta solo il vento.

E il silenzio,
che ha i miei stessi occhi.

Avevo solo dodici anni.
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Cara Micaela, è un componimento straziante e di rara potenza emotiva, che dà voce allo spezzarsi tragico e prematuro di una giovanissima vita. Attraverso una sequenza di immagini scarne e fulminee, la poesia descrive l'assolutezza della morte non come una fine naturale, ma come un'interruzione violenta, un "taglio netto" che fagocita la luce dell'infanzia. Il doloroso contrasto tra l'immensità cosmica del vuoto e la struggente rivelazione finale dell'età amplifica il senso di ingiustizia e di vuoto incolmabile, lasciando chi legge sospeso in un silenzio partecipe e commosso.

il 18/07/2026 alle 13:35

Molto bella davvero. Un saluto.

il 22/07/2026 alle 10:37