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Pubblicata il 18/07/2026
Ogni pennellata che imprimevo,con tinte assurde,a quella tela,la figlia del committente,pastore che viveva di lavoro con tutta la famiglia in quel borgo montanaro ai primi 900,acquisiva dolcezza e corpo,nonostante un'infame tubercolosi la minasse,senza cura ne'assistenza medica.Avevo chiesto alloggio in quanto innamorato di lei a prima vista,non per altro.Vivendo vagabondo,ero abituato a dormir sull'erba,nei rustici abbandonati,all'epoca non mancavano,la mia meta era l'orizzonte,non si aspettava la prima guerra.Incontratola all'emporio di prima mattina,parlammo della sua giovane eta' e del sangue che non circolava regolarmente nell'organismo.Mi qualificai come ritrattista professionista,ma ero vagabondo,non era tenuta a saperlo.Soggiornai presso di loro per un mese,tempo bastante per svuotare i colori ed il talento che avevo nello zaino,mentre la piccola badava alle esigenze famigliari.
il padre non volle seppellirla in montagna,ma presso il suo paese d'origine,in Liguria,come seppi ad una seconda visita,dieci anni dopo,ma il quadro lo donai al comune,prima di andarmene per sempre.
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Non sei piaciuta?Come regista cinematografico avrei credito presso gli "indipendenti"!Nda

il 19/07/2026 alle 09:49