Un testo diretto, sfrontato, pieno di quelle immagini che sembrano buttate lì e invece colpiscono come sassate. Ha quella ironia un po’ amara, che non consola e non cerca complicità, ma racconta la vita così com’è: laterale, storta, fatta di incontri che restano impressi proprio perché marginali. Il ricordo del formaggino, Susanna trasformata in mito di frontiera, l’“usato sicuro” presentato con una crudeltà quasi affettuosa, e la Svizzera ridotta a tre funzioni essenziali: vacanza, cioccolata, morte. Il tuo modo di osservare il mondo: tagliente, disincantato, eppure vivo. Un pezzo breve, ma con dentro tutto il suo stile.
SirMorris,e' sempre un onore averti in questo rettangolo,musica alta che cerco di assecondare con orecchie da Dumbo,e vis "narrativa".I tuoi romanzi brevi son senza svarioni e sempre ispirati,in me la Musa c'e' e non c'e'...Enfantasme!Zao,e a presto.