Illune firma un testo che è al tempo stesso critica sociale, satira di costume e riflessione filosofica. Con una metrica fluida e un ottimo controllo del ritmo, ci ricorda che quando impoveriamo le parole, stiamo inevitabilmente impoverendo la nostra capacità di abitare il mondo. Una lettura davvero stimolante, che fa riflettere su quanto spesso ci nascondiamo anche noi dietro a quel rassicurante e pigro "tipo". Ciao Illune. Brava!
Brillante osservazione critica sulla deriva del linguaggio contemporaneo, che usa la parola "tipo" come riempitivo per appiattire ogni emozione (anche se l'intento primario era l'opposto). L'uomo di R. Musil cercava uno sbocco, in questa tua visione c'è poca speranza.
Anch'io premio le tue acute osservazioni E condivido, cara amica. Un abbraccio.
Molto bella la tua riflessione, sir: 'quando impoveriamo le parole, stiamo inevitabilmente impoverendo la nostra capacità di abitare il mondo'... è l'inevitabile conseguenza di aver impoverito con le parole anche il nostro pensiero... e questa è una responsabilità di tutti. Ti ringrazio molto
Grazie del tuo passaggio, Thea, ma ti dico sinceramente che tutti noi abbiamo qualcosa da imparare nel condividere un nostro testo o una riflessione, perché il confronto è stimolante e fa crescere!
Ti ringrazio della tua osservazione, ancient... è perfetta l'espressione 'un riempitivo per appiattire ogni emozione', che sintetizza in poche battute tutto il senso del mio testo!
Grazie della tua condivisione, Poe... sei un caro amico e ti abbraccio.