Notevole sintesi di qualcosa che sfugge, di cui però abbiamo la chiave di accesso mentale ed emotivo, che la mente elabora senza forzature, come accoglimento naturale di un'urgenza interiore. Ma quando le difese cedono e ci si arrende all'emozione allora affiorano parole che non sono più le risposte consuete ma il prodotto di misteriosi legami con l'inconscio... Un po' come la poesia secondo Robert Frost, che si presenta quando l'emozione si appropria di un pensiero arreso a parole quasi involontarie... in altri termini, le tue parole: non è musica: è pulsazione... e tutto il resto! I miei sinceri complimenti
Poesia, emozionalità che si oggettivizza in un glifo orientato, con nodi (parole) ed archi (relazioni grammaticali e sintattiche). Vorrei a volte integrarla con un grafo, una incisione grezza e semplificata, come quelle seicentesche a corredo di libri. Ma sono velleità: grazie per le tue parole d'accoglienza
Dopo una certa (mia) assenza ho il piacere di ritrovarti e lasciarmi quindi trasportare in spazi, temi e culture variegate, dalla tua visione metafisica che non manca mai di sorprendere e intrigare. Mi fermo su questo lavoro che trovo particolarmente interessante in quanto esplicita un potenziale sorpasso del dualismo forma-contenuto di un'espressione poetica, prefigurando una terza via: la poesia come immagine del possibile, che solo per "praticità" utilizza segni grafici, diversi da tempo a tempo da luogo a luogo. E' una visione che tenta di superare l'immanenza e la contingenza dell'ispirazione, per diventare simbolo esperienziale. E mi viene in mente (come non potrei, d'altronde) che si tratta del medesimo percorso lungo il quale ci conduce la fisica quantistica, così penetrante della realtà quanto controintuitiva. Non si tratta più di sapere dov'è una particella o qual è la sua quantità di moto, perché il solo atto di indagarla ne collassa la probabilità (cioè la sua libertà di essere come e dove vuole) ancorandola in un dove e in un quanto. Il tuo "guardala, non leggerla" io lo ricevo come "non misurarla, perché la uccidi". E' la poesia che si sacrifica, davanti alla realtà, ne offre una soluzione, senza incidere o invadere.
Anche a me fanno piacere le tue 'capatine". A proposito di quantistica, nel mio immaginario privo di basi teoriche, mi piacerebbe che l'entanglement non si limitasse a due singole particelle ma ad insiemi. Ti immagini i macro-effetti? Quella sarebbe vera poesia!