PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 12/07/2026
Da lontano, assenze.

Fermento, mosto, pane.

Solo affacci d'azimo
su coni essicchi di vulcano,
anidre polpe e sabbia.
Sulle piagge spente
si sfa il paguro.

Un guaito di colonia raspa
tossine di pesce;
l'occhio s'abissa.

Vorrebbero risorgere, i cristalli.

Ma clessidre scalene
li condannano al sale.

l'ora è secca:
un vento da sud
sferza la schiena.
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Sembra un paesaggio marino morente ed i versi ne fanno sentire quell'odore pungente e quei colori degni di un tramonta con poca luce. Ci sono odori umani ed altri della natura. Ma non è un paesaggio morente, c'è un vento "secco" che sollecita i nostri punti vitali lungo la spina dorsale. E' forse un morire alchemico che ci mostra la via per rinascere. Se mi sbaglio, chiedo scusa, ma il caldo forte causa, per me, effetti strani :)

il 12/07/2026 alle 18:36

La vita necessita anche di calore ma qui è eccessivo. Al momento non ci sono fermenti ma solo sale. Il sale però ha un pregio, conserva.

il 12/07/2026 alle 19:05