Il respiro della foresta
si solleva lento,
si muove tra le chiome ondulate,
e i rami contorti sibilano tra le foglie,
un fruscio lieve adombra
le fiere adagiate.
con lento respiro si diffonde un'aura,
come una sottile nebbia
sospira l'antica foresta.
tremiti tra i fiumi
rivendicano l'antico regno
dilaniato dalla follia umana,
dispersa tra le vie inaridite
di libere prigioni
che vorticano nel nulla,
perdono il respiro
e lo ricreano nel buio
di una sfera che rotea
di finte luci.
verso il cuore della foresta
un conclave di anime rideste
si siede ad ascoltare
le foglie runiche.
la tempesta si scuote, furente,
tra gli arsi fuochi s'ergono
gli ultimi baluardi:
con dardi infuocati fendono l'aria,
infliggono le furie
per creare un'oasi d'amore.
e allora la linfa vitale
tornerà a dissetare
gli ultimi respiri degli astanti,
elfi verdi in lacrime sospese,
che attendono il ritorno
della foresta vivente.
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