PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 07/07/2026
in mezzo a questo mare d’estate
nemmeno un gabbiano
a solcare la tavola piatta
se in ospedale
volano solo carte

di fronte la strada
che dalla finestra chiama
e vorrei scappare

un camice bianco mi fissa
e ripasso la storia
così comincia
il percorso indietro
a memoria

ero un giovane al cancello
di partenza
svelto il passo
in corsia

ora in panca
m’arrendo
alla malattia
ha vinto il tempo
degli esami
stavolta hai voglia
a scriver poesia

m’attendono lunghe notti
a trapanare il soffitto
e punta spezzata
scendo piano dal letto

esco alle stelle
in cortile
se dentro fa male
il buio a confine

ero abituato da solo
però qui inciampo
all’incubo

m’aspetta la terapia
domattina
nessuno spiega
un tubo
comunque
a che serve lottare
in ultimo

cerco la rima perfetta
sul finale
non trovo pace
e manco l’appoggio
di metafore
ansimando

i compagni andati avanti
e già sono tanti
faranno festa
al ritorno
il mio è un vaffa
sincero
una risata insieme
spaccherà la flebo

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Ormai è più facile vedere i gabbiani volare a precipizio sugli scarti delle città che spiegare le ali sulle onde del mare, un mare quasi incurabile come un ospedale... I tuoi versi sono veri e crudi come le carcasse spiaggiate dei granchi fra le alghe moribonde e le schegge di conchiglie sulla sabbia, veri e bellissimi nella loro nudità senza altre metafore che l'arido vero di un certo Giacomo... e la poesia è comunque dentro di te, che tu la scriva o meno.

il 07/07/2026 alle 18:03

nell'umile quanto veritiera disamina dei difetti che ogni gg ripresento indefesso, le utopie sono compagne di strada, chimere, solo che adesso la strada si restringe, e con questa ho inteso additare, come fai pure tu Illune, lo strazio della natura intorno...ma anche dentro dove ho tanti frammenti d'una vita a pezzi, ma non vado oltre essendo logorroico alquanto...non parliamo poi del sistema sanitario ridotto maluccio, il mio mondo antico dove pure ho speso controla corruzione, certo che ho un carattere impossibile, utopico e impossibile, chiedo scusa a tutti se non commento, ma anche sull'altro sito da mò che ho smesso, no, non è lo sdegnoso ritiro sull'aventino, ma sul finire della mia vita, vuoi o non vuoi finisci col ritiro, e se non fosse stato per l'input di ricordare amici e amiche, manco sarei rientrato, considerato poi che , e qui mi caccio un sassolino dalla scarpa, mi avevano bannato, e manco lo sapevo, la mia email principale, non che ne avessi tante...ho usato quella come si dice di risarva, e qui mi dovrebbero spiegare...mah, solo perchè combatto classifiche e calami, ma dai sù...è che i siti sono sempre più ossessionati dalla quantistica e non dalla Q , torno al tuo commento adesso che ringrazio e non formalmente le tue parole, eh sì, la poesia che chiamo meglio la mia prosa o racconto, vive in me e mi trascina, educato in modo ferreo alla scrittura e tutta la vita diciamo costretto a scrivere, ora più che mai che quasi non esco...ma ringrazio nel senso che costa tanto al sottoscritto stare curvo prima sui quaderni, poi alla tastiera, odo et amo, odio ma non posso staccarmene, anche provando mille volte a stracciare tutto, cancellarmi, e poi tornare...vabbè non posso, visto che ci conosciamo poco, parlare oltre di quello che per me è il valore essenziale della poesia, solo dico che la vera P ha un messaggio universale, la mia ha una piccola parte di questo, raramente riesco a tirarmi fuori dalle pastoie di tristezze e malinconie, allora il diario di circumnavigazione o piccolo cabotaggio è tra le carte tracciato, dico sempre che mi ritiro o esco , poi rimango, è l'altalena che mi prende quando a sera avverti nelle ossa tanta ma tanta stanchezza, no, non ricomincio a lamentarmi, è fisiologico il dubbio, pesante per chi voleva combattere, ma qui mi fermo , è tempo di silenzi e lunghe pause in veranda, vista tramonto... grazie ancora e un saluto caro, vir

il 08/07/2026 alle 08:21