Dipingi me stesso,
irreale tempesta che trasmigra
nell'infinito
e racchiude le trame,
vie inesplorate tra le semplici nubi
che solcano il mare degli eventi.
ti siedi con i colori tra le dita,
e dal loro silenzio ricreo una dolce realtà,
mentre respiro l'assenza del tempo:
immutabile verdetto,
pena dischiusa tra le prigioni
del pensiero.
le tele dell'irreale,
dipinte tra le volute del cielo,
fendono le chiglie dei sogni ridesti
e ascoltano l'imminente sospiro.
tra le luci vagano sospesi
e rimano nel vento
le assonanze del veliero senza vele.
mi ritrovo tra le onde del mare,
immerso nel silenzio:
vorticano le mie danze
nel tripudio inesistente di un volteggio
che sogna
le porte dischiuse di un ricordo,
debole finestra che si apre
in un meraviglioso giardino di rami,
virgulti che avvolgono la mia essenza
intinta nel colore dell'immenso,
radioso filo di un accordo mai vibrato.