Avevo finito di scontare i venticinque anni d'infamia:aver ucciso mia moglie!Dal punto di vista avverso li trovavo pochi,ma ero stato incastrato dai parenti meridionali della seconda vittima;l'amante,io infatti avevo ucciso l'amante,ma non mia moglie.
l'amante risultava suicida,ma mia moglie l'aveva strangolata lui,e quando dopo lavoro,rientrai a casa trovai il cadavere esanime di Carole sul nostro matrimoniale,e l'infame che non avevo mai visto prima,sul balcone a fumarsi un toscano sul balcone,come non fosse successo nulla.Lo presi per le caviglie senza pensarci due volte e gli consentii di vistitar l'inferno dalla fiera panoramica del dodicesimo piano,poi chiamai il 113.Venticinque anni per Carole,non me li meritero' mai,per una "sbandata",un'idiozia senza ragione,due ergastoli non sono sufficienti,anche non credendo alla reincarnazione.