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Pubblicata il 29/06/2026
Sonetto, endecasillabi a maiore, rime abba acca ded ede.
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«Sei unico» mi dici per gli auguri
ma ho scritto solo quanto credo vero,
è stato un «Tanti auguri» mio sincero
d’affetto e ammirazione imperituri.

rughette segni di volti maturi
non cambian quello ch’ero e quella ch’eri:
intelligente e bella più di ieri:
coi tuoi sorrisi tutti ci catturi.

son unico, lo so: son lo sfigato
ma so badare ancora a ciò che vale
e il cuore mio non l’ho mai regalato…

seppure fino ad oggi è andata male
chi ho davanti ho sempre scandagliato:
tu sei, Sirena mia, eccezionale!
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ioffa, 25/06/2026
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La distrazione: la differenza tra le due quartine nasce da una distrazione, il verso immaginato «non cambian quello ch’ero e quella ch’eri:» ma scritto invertendo "ero" ed "eri" ha comportato nella limatura di quella strofa l'aggiustamento in "eri" anche del verso successivo e me ne sono accorto troppo troppo tardi, ecco perché lo schema ABBA ACCA che non è standard per un sonetto… ma ormai l'avevo pubblicato sia su FB sia su IG e me li avevano già "likkati". Amen. Bisogna stare più attenti, me lo ripeto sempre dopo aver sbagliato!

il 29/06/2026 alle 08:19

«non cambian quella ch’eri e quello ch’ero:» era il pensiero originale mentre lo andavo scrivendo invertito. Questo a dimostrare che debbo smettere di prenderlo decaffeinato il caffè: per non affaticare il cuore, lascio dormire il cervello anche mentre digito.

il 29/06/2026 alle 09:48

Interessanti spiegazioni che fanno la differenza! Bravo come sempre!

il 29/06/2026 alle 20:51