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Pubblicata il 26/06/2026
Non l’oro spero, né ’l leggiadro viso,
che move quest’alma che d’amor sospira,
né ’l vano dir che l’intelletto gira
con false lodi e con fallace riso.

Un cor gentile, a la vertute assiso,
cerco, che pur ad alto segno mira;
che l’onestate mia non volga in ira,
ma sia dal dritto amor mai non diviso.

Ei sia sostegno a la mia vita stanca,
pieno di senno e d’intelletto puro,
che nel periglio fermo mi sia guida.

Tal sire imploro, a cui vertù non manca,
un fido albergo in alto amor sicuro,
ove la donna sua lieta s’annida.

Quel fido specchio ove ’l mio cor si vede,
cerco nel mondo, e d’onestade adorno;
che non si muti al volger d’ogni giorno,
ma fermo stia ne la novella fede.

Non finto affetto che mercé richiede,
ma spirto altero che non fa soggiorno
ne la viltà, ma standomi dintorno
mi doni pace e d’ogni grazia erede.

Sia la sua mente specchio di beltate,
non de la carne, ma de lo ’ntelletto,
che l’alma guidi ove ’l gran sole luce.

In lui ritrovi il cor la sua pietate,
un fermo nodo d’amoroso affetto,
che scacci il buio e sia verace duce.
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Sono uno che gradisce il genere. Ottima lettura! Un caro saluto.

il 26/06/2026 alle 13:28

'Grazie per la tua scrittura! Ciao Poe!

il 26/06/2026 alle 13:55

Doppio sonetto piacevole, con la struttura gestita egregiamente in endecasillabi canonici (scappato solo un verso, vediamo chi scova il dodecasillabo prima che venga corretto!), perfette le rime (e certo non tutte facili, vedasi -òrno) incrociate nelle quartine e ripetute nelle terzine, insomma un bel ABBA ABBA CDE CDE FGGF FGGF HIJ HIJ.

il 26/06/2026 alle 14:39

Caro Ioffa, grazie sempre di tutto! Credo che nonostante le 12 sillabe grafiche, il ritmo percepito dall'orecchio e la struttura codificata siano a tutti gli effetti quello di un endecasillabo. I poeti usavano queste fusioni proprio per rendere il verso fluido e non farlo "scordare" o allungare troppo. ma_che - Sinalefe: la a e la c si leggono unite nel flusso del canto. Tvb

il 26/06/2026 alle 20:04

É forse un certo Dante colui che scrive? O è forse un caro Cavaliere che impregna i suoi versi del candore quale simbolo di una donna angelicata , ma nello stesso tempo anche vera e reale? Non è forse vero che a cor gentile amor ratto s,apprende? Grazie Sir, mi hai fatto sognare. Felice domenica.

il 27/06/2026 alle 14:28

Cara Cassy, sono solo un povero metallaro che si diletta a scrivere ciò che il proprio istinto gli ispira! E' bello sognare, e la mia fantasia spazia tra tutte le possibili dimensioni! Felice domenica anche a te! Grazie infinite!

il 27/06/2026 alle 15:13

Dolce Anais, è magistralmente gratificante il tuo contributo! Ho sempre creduto in questo tipo di amore, ed è per codesto motivo che ne canto e decanto l'immenso valore e significato. Un abbraccio sentito e voluto. Grazie di cuore.

il 30/06/2026 alle 19:11