Abbassate lo sguardo e scorgete
questa massa di impotenti.
distogliamo lo sguardo per vivere,
ma qui nessuno è contento
di ciò che accade non troppo lontano:
altre vite, altri frangenti.
lì s’infrangono le onde,
i flutti finiscono
su una spiaggia assolata,
ma desolata,
piena dei vostri frutti
di guerra:
grappoli
di bombe inesplose,
corpi
di bimbi morti,
crivellati,
dimenticati
tra fame,
sete,
stenti.
voi, lassù,
attenti.
arriverà il vostro turno.
girerà la ruota.
a noi i dadi,
le decisioni
sulle vostre vite.
ci ricorderemo:
non ne avete avuta voi
per loro,
non ne avremo noi
per voi.