Tu che ti avvicini
come un’ombra senza passo,
tu che respiri inganno
nel silenzio delle soglie.
la Grazia non svanisce:
scorre come fiume nascosto,
ma il cuore dell’uomo
si smarrisce se non veglia.
il mondo ferito
riflette immagini spezzate:
chiama luce ciò che è notte,
chiama bene ciò che brucia l’anima.
tu cadesti dall’alto
come stella spenta nel vuoto:
la tua gloria si dissolse
nel vento che non porta nome.
ora abiti le tenebre,
compagno del nulla,
e il tuo volto è velato
da ciò che non può più amare.
non è per te
la dimora dei figli della Luce:
per te è l’abisso che tace,
per i santi il Giorno che non muore.
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