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Pubblicata il 17/06/2026
Alla Scala in Milan,vestito come un dandy,ebbi ben principio di risveglio al secondo atto per un'opera famosa,la Butterfly,o la Carmen,o don Giovanni,non ha importanza,e parlo
di qualche anno fa.Mi ero abituato a far l'amante per una famosa scrittrice,che dormiva ad occhi aperti,diamine.Abbandonata la struttura,sotto una coltre nevosa,raggiunsi la metro e scesi a Gerusalemme,dove avevo parcheggiato la macchina,e mi ricordai d'avere un padre,ricoverato d'urgenza in ospedale,Niguarda,san Paolo,Sacco,forse in provincia?Era in coma da due giorni,ma dove?Si,a Garbagnate Milanese...In meno di un'ora fui al suo capezzale,17 e 30,al termine del corridoio al secondo piano,intubato in un casco d'astronauta,non vedeva ne' sentiva piu' niente.Il battito era costante e regolare.All'uscita abbisognavo d'affetto sincero e,prima di tornar all'Opera,mi proposi all'amica Renata Tebaldi:avrei poi atteso l'amica melomane sotto un ombrello prestato.
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