PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 15/06/2026
che peccato!

nessuna parola di scienza
non uso ad enfatico esporre
il clamore non è nelle corde
si funge da voce irrisoria

si cerca un riscontro dal cuore
si getta il genuino nel mucchio
si pensa di dare all’inchiostro
la forma di un’anima vera

chi legge s’aspetta scalpore
chi scrive non osa spiccare
succede che a tante letture
coincidono esigue impressioni

peccato che il vecchio pensare
sia parte d’un tempo perduto
chi crede (parlando) di amare
non viene neppure creduto

se il cuore persegue il suo fine
e non osa arrecare disturbo
rivela per cosa sia incline
e s’illude che ancora sia giorno

ma il buio che soffoca l’alba
rinasce ogni giorno più forte
e invece del sole che scalda
si celebra fredda miseria

ed ecco l’umana sconfitta,
peccato…
bastava fermarsi!
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Sono le 2 pecche di PH: Troppi testi postati in un giorno - Pochi commenti - Hai ragione.

il 15/06/2026 alle 11:55

molte grazie per la lettura e per la condivisione del significato più moderato del testo. c'era anche un significato più diretto a qualche poeta "maggiore" che potrebbe averlo già colto. e infine un significato più ampio dove il cuore, l'amore, le cose semplici e umane sono trascurate dal mondo distratto o attratto solo dal clamore, anche nelle parole e nei versi. non ci si sorprenda se non c'è più umanità. a volte si scrive constatando con serenità e presa di coscienza. un caro saluto.

il 15/06/2026 alle 13:02

Tratti un argomento molto sentito, io personalmente pubblico poco e commento poco, ma per il semplice fatto che ho troppi impegni sia familiari che di salute. Vorrei scrivere tanto di più e leggere tanto di più, ma non ci riesco. Sono pienamente d'accordo con te quando dici che si parla poco di sentimenti e chi lo fa non è mai sicuro di essere compreso e condiviso, eppure svuotare se stessi rende liberi.Ma anche se il mondo non comprende, l' importante è amare il prossimo facendoci prossimo restando sempre noi stessi. Le tue poesie mi piacciono molto. Un caro saluto Poe.

il 15/06/2026 alle 14:56

carissima Santa non eri certo materia del contendere, se così si può dire. sei una cara amica e come poche altre godo della tua preziosa presenza quando ci sei, quando puoi, quando vuoi. ti ringrazio sempre per il tuo sentire. un caro abbraccio.

il 15/06/2026 alle 15:13

C'è chi tiene stretto il suo buio dentro di sé e non riesce nemmeno trovare la strada per scioglierlo, e in qualche modo comunicarlo, caro Poe... e questo non significa che il suo dire sia falso o finalizzato al plauso, più banalmente credo che ognuno scriva con onestà, altrimenti non sarebbe un poeta... e questa è un'ipotesi che non voglio nemmeno considerare altrimenti non starei qui a leggere e inviare testi o commenti, senza giudicare e soprattutto senza il timore di essere giudicata, anzi... mi piacerebbe anche qualche garbata stroncatura piuttosto che il silenzio. Sarebbe comunque segno di un interesse e un contributo senza il dubbio, fondato o meno, che chi ti elogia poi si aspetti di essere ricambiato! La tua poesia è amara ed esprime con molta efficacia questo tuo dispiacere, quindi è bella!

il 15/06/2026 alle 15:28

una cosa è riscontrare umanità, cara amica Illune, una cosa è l'elogio che io non mi aspetto in qualità di poeta minore che non attinge a fondamenta culturali o a parole altisonanti e a volte incomprensibili, ma semplicemente alla sua fantasia, alla sua creatività, alla naturale essenza di cose e persone, a ciò che ci ospita. certo, è un limite che identifica una categoria "minore" e certa sapienza lo ha fatto notare. applaudo alla cultura e alla bravura di chi concilia conoscenza ed estro. chi ha voluto far notare il divario non ha offeso chi conosce i propri limiti. infatti ne prendo atto con rispetto. sono un vecchio romantico che ha il vizio di riflettere su ciò che vede e che sente e che ha la fortuna di conoscere gente come te che non fa valere la sua preparazione per vanto ma per costruire rapporti e amicizie. in altri casi, evidentemente, i rapporti non ci sono. quindi io ti ringrazio, amica Illune.

il 15/06/2026 alle 16:15

Il basso livello di credibilità evidenzia il mio dire. È una vergogna!

il 15/06/2026 alle 17:01

Qualche volta mi permetto di dire cosa penso e non come voce autorevole ma, consentitemi, quantomeno consapevole. Cari amici, giriamo pagina e inchiostro ai pensieri!

il 15/06/2026 alle 20:28

Nel testo il poeta che scrive non cerca lo "scalpore", non vuole stupire a tutti i costi, ma vorrebbe esprimere sentimenti autentici ("dare all'inchiostro la forma di un'anima vera"). Il problema è che chi legge spesso si aspetta qualcosa di più appariscente, più provocatorio, più clamoroso. Per questo l'autenticità finisce "nel mucchio", cioè passa inosservata. Un altro motivo emerge dai versi ,è la crisi della fiducia. Il poeta suggerisce che oggi persino chi parla d'amore o di sentimenti veri non viene creduto. È come se la società fosse diventata scettica e incapace di riconoscere la sincerità. Nella parte finale il discorso si allarga: non riguarda più soltanto la poesia, ma la condizione umana in generale. Le immagini del buio che soffoca l'alba e della "fredda miseria" indicano un mondo in cui valori positivi come la genuinità, la delicatezza e l'amore sembrano arretrare, mentre avanzano l'indifferenza e la superficialità. Concordo. Abbracci Poe!

il 15/06/2026 alle 21:37

Cara Ninetta, sei una delle principali voci autorevoli che qui ho conosciuto e tuttora sei un puntuale riferimento. È tutto esattamente così, o almeno io lo penso. Un caro abbraccio e un grazie dal cuore.

il 15/06/2026 alle 21:41