"Desperation Is a Tender Trap", il padre, la cooperativa rossa, la radio, il papoose e tutta la trama familiare potrebbero essere letti come manifestazioni di quella "trappola". Non necessariamente la disperazione come dolore evidente, ma come attrazione verso ciò che è perduto. Il padre chiama. Vuole recuperare il tempo, ricostruire un rapporto, offrire una casa, un lavoro, una direzione. Tutto questo appare tenero, persino commovente. Eppure potrebbe essere anche una trappola: la promessa che sia ancora possibile tornare indietro e rimettere insieme ciò che il tempo ha separato. In questa chiave, la tenerezza non è falsa. È autentica. La trappola è credere che basti. Anche gli altri elementi della poesia sembrano partecipare a questo meccanismo: la radio militante richiama un passato di ideali e appartenenze; il padre richiama una famiglia che non esiste più; il posto in ditta richiama una stabilità che forse appartiene a un'altra epoca; il figlio che non studia ricorda che il futuro non obbedisce ai desideri degli adulti. Tutto il testo è pieno di offerte di consolazione. Ma nessuna appare davvero risolutiva. Per questo il titolo potrebbe essere quasi una chiave interpretativa: la disperazione non si presenta come tragedia urlata. Si presenta sotto forma di invito affettuoso, di nostalgia, di riconciliazione, di ritorno alle origini. È "tender", tenera. E proprio per questo rischia di trattenere. C'è anche una possibile lettura politica. La "trappola gentile" potrebbe essere la nostalgia per il mondo delle cooperative, delle lotte e delle appartenenze collettive. Un mondo ricordato con affetto, ma che non può essere semplicemente restaurato. La disperazione nascerebbe dal confronto tra quell'orizzonte e il presente; la trappola sarebbe vivere soltanto nel rimpianto di ciò che è stato. In altre parole, il titolo sembra suggerire che il vero pericolo non è il conflitto o la rabbia. È la dolcezza del passato quando diventa più attraente del presente. E rileggendo l'ultimo verso, "Non avessi un papoose, saprei come orientarmi" . viene da pensare che il "papoose", cioè il legame con il futuro, sia proprio ciò che impedisce al protagonista di cadere completamente in quella trappola tenera. Il futuro, per quanto incerto e deludente, continua a reclamare attenzione contro il richiamo seducente del passato.Fantastico! Ciao.
Cara Ninetta,il 99 per cento delle mie pagine sono elaborazioni appunto fantastiche di elementi e soggetti che si offrono nel tessuto mediatico e non dell'ordinario non sense.Dal flusso magmatico estraiamo dati che,come in questo caso,mai corrospondono alla volonta' degli attori,ne' noi cerchiamo di piegarli alla nostra,solo per viaggiare insieme qualche minuto,qualche capitolo,in buoni rapporti,in armonia. Ci si ricordera' incontrandosi,non escludo,ma un sorriso sara' il massimo. Zao,e grazie per l'attenzione.