E' bello sapere che nel Creato c'è ancora chi si avvia alla morte con amore e con passione. Comunque sia ci piace pensare che sia così. La sua vita sarà breve, ma intensa e mirata dritta allo scopo senza tergiversazioni. Fa riflette ed è bello. Complimenti anche per l'originalità. Saluti affettuosi e buon tutto.
L'originalità è comunque e sempre il mio obiettivo, cara Cassy! Grazie per il bellissimo quanto prezioso contributo.
Ma poverinoooooooooooooo... Ma ti pare, accoppiarsi fino alla morte :( di certo lui nn ha bisogno di viagra, come i vecchi del mio tanka... solo che il piccoletto schiatta al primo sviluppo sessuale :( OK... costruirò, qui da me, una colonia per insegnargli a dosare meglio gli ormoni. ciao sir!!!
Chissà se è consapevole del destino che lo aspetta... In compenso vive i suoi attimi estremi in un delirio di passionalità ardente che compensa ogni sacrificio, compreso forse l'ultimo definitivo... non lo sapremo mai. Però conoscere queste situazioni è importante, ci fa capire qualcosa in più anche di noi, grazie Sir di diffondere qui questa realtà.
Caro Gabry! I maschi vivono circa un anno. Arrivati alla fine dell'inverno australiano (agosto-settembre), entrano in una frenesia riproduttiva che dura circa 2-3 settimane. Possono accoppiarsi ininterrottamente con più femmine per sessioni che durano fino a 12-14 ore di fila. ?Per sostenere questo sforzo immane senza fermarsi nemmeno per mangiare, il corpo del maschio produce livelli massicci di testosterone e cortisolo (l'ormone dello stress). Questo distrugge letteralmente il loro sistema immunitario: perdono il pelo, subiscono emorragie interne, diventano ciechi e i loro organi cedono. ?Al termine delle tre settimane di accoppiamento, tutti i maschi della popolazione muoiono contemporaneamente per stenti. ?Le femmine (che vivono fino a 2 o 3 anni) gestiscono la gravidanza e crescono i piccoli da sole nel marsupio, sfruttando il fatto che, con la morte di tutti i maschi, ci sono molte più risorse di cibo disponibili per lo svezzamento.
Hai detto bene, Illune! Per l'appunto, ciò, dovrebbe farci riflettere sulla nostra vita rispetto alla loro, traendone diverse conclusioni filosofiche ma reali. Grazie
Bel testo, Sir Morris, non conoscevo questa specie. Colpisce l'energia, l'inarrestabile slancio mosso dall'istinto di sopravvivenza della specie, ma anche rattrista il loro destino, che si esaurisce così rapidamente. Certo, tutto ciò, in confronto alla nostra vita, sollecita riflessioni di tipo amletico, del genere 'se sia più nobile ........ o ..........', e la risposta non è scontata. Complimenti, carissimo ;-)
Nasce,cresce, si riproduce e muore : è una legge di natura ; ovviamente agli occhi umani sembra una legge fredda e crudele però per quegli animali , che tra l'altro non credo pensino, anzi si crede gli animali non abbiano la capacità di pensare al destino, alla morte, agiscono per istinto e quindi è un fatto naturale. Hai fatto di una fredda legge di natura una poesia molto bella dimostrando la generosità e l'altruismo di queste specie in forma poetica molto bella e toccante quasi .Certo da un punto di vista umano, noi uomini siamo gli unici a farci tante paranoie riguardo la vita,il dopo ecc...E magari molti manco si riproducono per continuare la specie . Gli animali invece vivono il loro destino in maniera naturale senza farsi crucci e magari vivono anche con maggiore serenità accettando il loro destino . Mi è piaciuto anche l'argomento, non ci avevo mai pensato . Bravo Sir! Ti abbraccio Eos
Ti ringrazio molto, Loffio! Non so perchè, ma tenevo molto ad un tuo commento. Ciao Carissimo.
Non ti è piaciuto il finale di S&C, Eos? Scherzo! Sì, in effetti, molti amici palermitani mi esortano o ispirano su certi argomenti atipici, proprio perchè conoscono la mia passione di realizzare qualsiasi storia attinente ad essi. Grazie per lo straordinario contributo! Tvb