Lei viveva nelle sue poesie
indirettamente in quello che scriveva
dentro una sua immaginaria abbazia
nell`unico posto dove si apparteneva
lei riusciva a respirare solo nello scrivere
mentre l`oscurità in musica osservava, poteva vivere
in quel mondo tetro formato da un dolore passato
quando odiava e non si sentiva mai amato
lei, figlia della luna oscura che illumina
lei, figlia della nicotina e un persistente fumo
lei, figlia di un mondo creato per sfiorarsi
lei non è più colei che per non stare sola abusava
lei, non è più quel disumano di angoscia consumo
lei, sta imparando nell`arte, madre di ogni artista, ad accettarsi