PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 08/06/2026
La montagna non tirava piu' come ai tempi della firma per il contratto;eppure era un trilocale dignitoso,a 850 metri,si respirava bene,l'ideale per week end.Almeno nelle intenzioni di mio papa',che nel frattempo era morto ed avevamo lasciato passar quarant'anni prima di venderla.Rispetto alla memoria.Erano cinque anni che non ci andavo,ne' da solo ne' con nessuno,dovetti far la polvere ai mobili per ventiquattrore di soggiorno.Al tramonto vidi in bacheca,piazza centrale,la pubblicita',manifesto per un film al cinema e,senza inforcar gli occhiali,pizzai,senza salutar alcun inserviente al tavolo,ormai nonne,e mi diressi verso la sala parrocchiale,da vent'anni inattiva.Prima che il film cominciasse,notai la sala gremirsi,ottimo,corsi e ricorsi storici,cosa faranno,star trek 20,harry potter prequel,chi se ne frega,l'importante e' sedersi in sala,a veder qualcosa,e prima che le luci si spegnessero si sedette al fianco una signora senza eta',ricordo bionda.
ricordo pure una mano destra ancorarsi sulla mia sinistra,stesa al bracciolo con il palmo disponibile.
dopo venti minuti mi strattono' verso l'uscita,ma dietro il bar vuoto,a lato dei servizi,vi era una porticina che conduceva tramite scala abbastanza ripida al piano superiore.Era la direttrice.Alle due del pomeriggio successivo ci separammo,ed uscii da dove ero entrato.Girandomi distrattamente notai manifesto e locandina:L'immoralita',targata Massimo Pirri,1978.Non era quindi piu' cinema parrocchiale,da anni,bensi' cinema d'essai...
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l racconto parla di un ritorno nei luoghi della memoria e di come il passato influenzi il nostro sguardo sul presente. Il protagonista torna nella casa di montagna legata al ricordo del padre e vive un incontro inatteso e quasi surreale in un vecchio cinema. Solo alla fine scopre che il luogo non è più quello che credeva. Il testo mescola nostalgia, desiderio e ironia, mostrando come spesso vediamo la realtà attraverso i ricordi e le aspettative che ci portiamo dentro La sorpresa finale dà al racconto un tono ironico e malinconico.Il testoMi è piaciuto perché non è una storia lineare e prevedibile. L'autore, con uno stile tipicamente postmoderno, mescola ricordi, realtà e ambiguità, lasciando spazio all'interpretazione personale. Il finale sorprende e costringe a rileggere mentalmente tutta la vicenda sotto una luce diversa. Ho trovato interessante anche il tema della memoria e del tempo che passa, presente in tutto il racconto.Ciao.

il 08/06/2026 alle 23:11

Non hai comunque avuto paura ....

il 08/06/2026 alle 23:13

Cara Ninetta,le tue poesie mi danno sempre una carica,una scarica,per riprendermi dalla stasi:in effetti chi ci impedisce di attribuire all'io narrante una morte piacevole,legata a tracce mnestiche piacevoli e proibite?La tua interpretazione!Lungi da me commentare lo scritto smilzo,vi e' materiale per contrastare l'inerzia intellettuale a cui si puo' giungere la domenica pomeriggio,senza sforzo;il cinema e' sogno totale,per felice definizione del maestro Argento,ed opporvisi tramite l'intermediazione di una diva del cuore,mero tentativo di scampar alla morte.Zao,e buon lavoro.

il 09/06/2026 alle 00:07