Ciao Sergio.Ho trovato il testo molto efficace per il modo in cui riesce a raccontare un'esperienza personale senza trasformarla in una confessione sentimentale. Il tono è asciutto, ironico e disincantato, e proprio per questo risulta credibile. Quello che ho capito è il percorso di una persona che cerca un ambiente diverso, apparentemente libero e anticonformista, e che invece scopre al suo interno meccanismi di conformismo, artificio e chiusura ideologica. La rivelazione delle lettere dei lettori scritte "da dentro" funziona come un momento di disincanto che incrina definitivamente l'immagine della rivista e dell'ambiente che la circonda. Mi è piaciuto molto il fatto che il testo non giudichi la pornografia in sé. La critica si sposta altrove e il finale chiarisce bene che ciò che provoca il distacco della narratrice non è la spudoratezza dichiarata della pubblicazione, ma l'omologazione nascosta che la sostiene. È un rovesciamento intelligente e tutt'altro che scontato. Anche la voce narrante è ben costruita: osserva, registra dettagli concreti e lascia emergere il giudizio senza bisogno di spiegazioni eccessive. Il titolo, "Live to Tell", mi sembra particolarmente riuscito perché suggerisce l'idea di una testimonianza: non il racconto di uno scandalo, ma quello di un'esperienza vissuta dall'interno e compresa solo col tempo. Alla fine resta soprattutto la sensazione di aver ascoltato qualcuno che c'era davvero e che ora può raccontarlo.Piaciuta.
Cara Ninetta,grazie per l'interesse e l'elegante poesia,ma,come al solito,capto nei blindatissimi iscritti una discontinuita' nell'"accoglienza"e/o gradimento di questo o quest'altro lavoro.Magari ci leggono in tantissimi,senza essere iscritti,e non esprimendosi approvano o disapprovano o passano oltre,quien sabe;i bambini ci leggono,la casalinga di Voghera,la Cia americana,si vorrebbero contenuti piu' audaci o castigati?Tornera' la coppia o anche per Venerdi' non c'e' speranza? Ciao,e a risentirci!
Alla catena di montaggio i prodotti non conformi vengono isolati ed eliminati. Viviamo in una società che ha rinunciato ad essere. Quando provi a raccontarti, ogni parola viene usata contro di te. La vera rivoluzione è il silenzio, che si fottano da soli.
Miss Thea,grazie per l'attenzione,a proposito di metodo,non c'e' che un uno per cento di autobiografico nelle mie vaghezie,pura rielaborazione in merito a chissa' cosa.Certo,un filo portante dev'esserci,altrimenti andiamo a casaccio,ma piacerebbe sapere,anche a te penso,cosa piace o non piace ai lettori,ai colleghi,alla maggioranza silenziosa,per non annoiarli con elaborati poco interessanti!Zao
Io ti trovo molto interessante in quel che scrivi. A volte non capisco alcuni testi ma va bene così. Ho scoperto che se mi faccio guidare dal non senso mi si apre un mondo meraviglioso. Non trovi?
Miss Thea,diciamo che trovi interessante quel che scrivo,non la persona.Mi spiace che tu non capisca tutti i lavori,e su questo occorre lavorare,l'intelligibilita' immediata.Una volta atterrato su PoeticHouse i tentacoli di bordo han fatto in modo di sintonizzarsi su tutte le esigenze,mi e' subito sembrato un sito empatico,con qualche frizione interna,ma collaborar con nessuno,ricordo,non e' navigar tranquillo!Il non senso non mi appaga personalmente,anche se alcune pagine debbono attraversarlo,in "crociera",avvistarlo,al pari di tribu' cannibali accostate,ma lo si puo' utilizzare per procedere oltre,verso il comune approdo:"un completo sconvolgimento dei sensi..."!C'e' da dire che Rimbaud,vi ha rinunciato prima che noi nascessimo.Zao,e buon lavoro.
Grazie Sergio per il messaggio. Credo di capire la tua osservazione sul pubblico silenzioso: chi legge senza intervenire rende difficile valutare davvero il gradimento e le aspettative sui contenuti. Per il resto, non so dirti cosa si preferisca nel sito: ognuno pubblica quello che sente. Quello che scrivi è piuttosto particolare e non immediato, ma se ci si sofferma il significato emerge in modo abbastanza chiaro. È una scrittura postmoderna e visionaria, quindi richiede un certo tipo di lettura. Per quanto riguarda la “coppia”, non ho capito se ti riferisci a qualcosa che scrivi tu oppure a qualcuno che è andato via dal sito, o ancora a qualcosa legato a ciò che scrivo io.Buon pomeriggio.
No,no,Ninetta,sai che non scrivo mai di vite famigliari inerenti ai poeti,ma solo di "portato",di poesie,dibattito su cio' che viene esposto,condiviso.Parlar di parole,fatti,narrazione,un lavoro affluisca nell'altro senza pensarci due volte,magnifico fiume pulito,mai un Blob!Zao.