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Pubblicata il 05/06/2026
Il detective privato Stewart,ancora bellissima donna,venne svegliata da un agente di polizia ai giardini del parco Sempione la settimana scorsa.
mostro',seduta sulla panchina su cui era prima coricata i documenti ed il permesso di soggiorno,e non le venne chiesto altro.Da quando viveva
a Milano,lavorava a tre casi,ma i suoi problemi ormonali non era riuscita a lasciarli ad Hollywood.In ispecie quella demente di Watson,non bastava prendere un aereo per andarsene da Londra;dopo averla sedotta col servilismo sessuale,si ricordava solo delle percosse che lei ed il suo tipo le elargivano a notte inoltrata,lui giovane imprenditore attivo nello sdoganamento definitivo delle droghe leggere in ambito europeo.Non la denuncio' mai ma arrivo' in Italia sconvolta,e desiderosa di cambiar rotta.Il suo amico Lovecraft,un vecchio matto,mori' per sincope fulminante il mese scorso,in ufficio dismesso,dopo averle telefonato,e l'unico cliente "passabile",una persona a cui si poteva anche voler bene,in cerca della moglie scomparsa,non la chiamava da due settimane...L'avra' trovata da solo.
smaltita la prima sbornia al bar,si ricordo' di Emma,il suo sogno,il suo incubo londinese...La picchiava per svegliarla,dato che lo spacciatore era lei e Watson,aveva un nome:Claudio,si chiamava Claudio!
provera' nottetempo,questi fusi!, a telefonare al cliente desaparecido,cliente,c'e' da dire,di una gentilezza stucchevole.
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Nel brano il centro del messaggio sembra proprio la condizione di Stewart, segnata da una violenza profonda sia fisica che psicologica. La sua esperienza con Watson non è solo una relazione tossica, ma un legame in cui abuso, controllo e umiliazione si intrecciano, lasciandole addosso conseguenze emotive che continuano a riemergere nel presente. A questo si aggiunge un contesto di degrado e marginalità, dove compaiono droga, traffici ambigui e figure instabili. Questo ambiente non è solo uno sfondo, ma contribuisce a rafforzare l’idea di un mondo “contaminato”, in cui le relazioni sono spesso disfunzionali e pericolose.l’io non è solido, ma frammentato dalle esperienze traumatiche,il senso generale è che il testo vuole far capire come il trauma e le relazioni tossiche possano spezzare l’identità e alterare la percezione della realtà. Anche cambiando luogo o vita, il passato continua a influenzare profondamente la persona, rendendo il confine tra realtà e ricordo instabile.Un testo molto interessante, ci sarebbe tanto da dire...per lei il passato non è mai davvero chiuso, il mondo esterno e quello interiore si confondono, e la ricerca di senso avviene dentro il caos, non fuori da esso.Ciao.

il 06/06/2026 alle 18:13

Cara Ninetta,il tuo apporto poetico fornisce una chiave di lettura ai nostri lettori per questa pagina gialla,parzialissimamente attinta da una mia doppia memoria.Faccio lavorar attori,ma son meno che provini,gradirei sentirli leggere in lingua madre,prima d'addentrarmi in qualcosa di piu' impegnativo,una volta scritturato.Cinema,ultima frontiera...Zao,e a presto!

il 06/06/2026 alle 19:25