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Pubblicata il 04/06/2026
Il ticchettio della tastiera nella redazione vuota di Cronaca Oggi sembrava il conto alla rovescia di una bomba a tempo. Erano le 23:45.
Le pareti dell’ufficio odoravano di caffè bruciato e carta stampata.
Mirco Levante fissava lo schermo del computer con gli occhi arrossati dal riflesso del monitor. In prima pagina, pronto per le rotative, c’era il suo pezzo. Il titolo a nove colonne recitava: “Tragedia sul viadotto: muore il re del cemento Sergio Galanti”.
L’auto, una berlina blindata, era volata giù per trenta metri dal viadotto nord, disintegrandosi nell’impatto prima di prendere fuoco.
Fatalità dovuta alla nebbia e all'asfalto viscido, diceva il rapporto preliminare della stradale. Mirco provò un amaro senso di giustizia. Sei anni prima, quell'uomo lo aveva fatto cacciare dal più importante quotidiano nazionale con una sola telefonata ai piani alti dell’editoria, distruggendo la sua inchiesta sulle mazzette edilizie e riducendolo a scrivere di cronaca nera di provincia.
Ora, Sergio Galanti era solo un cumulo di lamiere fumanti in un deposito giudiziario. Mirco spense il pc, infilò il giubbotto di pelle e uscì nella notte piovosa. Venti minuti dopo, stava inserendo la chiave nella serratura del suo appartamento al terzo piano. Era un vecchio palazzo di ringhiera della periferia milanese, una struttura di ferro battuto con ballatoi comuni che si affacciavano su un cortile interno buio e pavimenti in pietra che scricchiolavano a ogni passo. La privacy, lì, non esisteva.
Fu in quel momento che sentì un respiro affannato alle sue spalle. Un odore forte di terra bagnata e fumo gli riempì le narici. Si girò di scatto, stringendo le chiavi tra le dita come un tirapugni. Nell'ombra del ballatoio, illuminato solo dal riflesso giallastro di un lampione della strada, c'era un uomo. Aveva il cappotto di sartoria strappato, il volto rigato di sangue e fango, e gli occhi sbarrati dal terrore. Era Sergio
Galanti. Con la mano sinistra l'uomo si stringeva una profonda ferita alla spalla destra, mentre cercava disperatamente un appiglio sulla ringhiera per non cadere. Mirco rimase immobile, la chiave ancora bloccata nella toppa. La mente si rifiutava di elaborare l’informazione.
Aveva appena chiuso il necrologio di quell'uomo.
«Tu sei morto», riuscì solo a dire Mirco, la voce ridotta a un sussurro aspro. Il risentimento covato per anni evaporò, sostituito da una scarica di pura adrenalina.
«Hanno teso una trappola alla mia auto, Levante. Ma io non ero a bordo», ansimò Galanti, lanciando un'occhiata terrorizzata oltre la ringhiera, verso il cortile buio. «Mi stanno cacciando come un cane. Lei è l'unico... non che mi sia amico, ma so che odia i miei nemici quanto me. Mi faccia entrare. La prego.»
Dal piano di sotto arrivò il rumore metallico del portone del palazzo che si chiudeva con un colpo secco. Qualcuno era appena entrato nel cortile. Passi lenti e pesanti iniziarono a salire i gradini di pietra. Mirco guardò Galanti, poi le scale. Con uno scatto dettato dall'istinto, afferrò l'uomo d'affari per il bavero del cappotto, lo tirò dentro l'appartamento e girò la chiave nella serratura, proprio mentre la luce temporizzata del ballatoio si accendeva all'esterno.
L'appartamento di Mirco era piccolo: un corridoio stretto, una cucina che dava sul ballatoio interno, un soggiorno disordinato e un bagno in fondo. Mirco spinse Galanti sulla vecchia poltrona di velluto consumato.
L'uomo d'affari tremava, stringendosi le mani nodose.
«Chi sa che sei vivo?», chiese Mirco, restando in piedi.
«Solo tre persone sapevano del mio spostamento di questa notte», disse Galanti, la voce che tornava per un attimo a quel tono autoritario che Mirco ricordava fin troppo bene. «Stefano Riva, il mio socio. Alberto
Keller, l'avvocato della holding. E Antonio Marini, l'assessore regionale.
Uno di loro ha pagato per farmi saltare in aria. Se scoprono che sono vivo, manderanno un professionista a finire il lavoro.»
«Resti qui. Vado a prendere qualcosa per quel taglio sulla fronte», disse Mirco.
Andò in bagno e iniziò a frugare freneticamente nell'armadietto dei medicinali. Il cuore gli rimbombava nel petto. Aveva lo scoop del secolo seduto in soggiorno. Mentre cercava il disinfettante, sentì un leggero, quasi impercettibile scricchiolio provenire dalla cucina. Il rumore del legno vecchio. La finestra della cucina che dava sul ballatoio era stata aperta.
«Galanti? Ha spostato qualcosa?», chiamò Mirco dal bagno. Nessuna risposta. Solo il picchiettare della pioggia sui vetri.
Mirco uscì dal bagno con la boccetta in mano. Il corridoio era completamente buio. Fece tre passi, entrò in soggiorno e si bloccò, raggelato. Sergio Galanti era ancora sulla poltrona, ma la testa era reclinata all'indietro, gli occhi spalancati e vitrei fissavano il soffitto. Sul collo, una linea rossa, sottile e profonda, si stava allargando rapidamente sulla camicia bianca. Un lavoro pulito, silenzioso, da professionisti. Era stato ucciso in meno di novanta secondi, mentre
Mirco era a pochi metri di distanza. La finestra della cucina era accostata. La tenda si muoveva lentamente, mossa dal vento freddo. Il killer era già svanito nel buio dell'edificio.
Mirco fece un passo indietro. La boccetta di disinfettante gli scivolò dalle dita, fracassandosi sul pavimento. Fu in quel preciso secondo che il silenzio della notte venne squarciato dal lamento acuto delle sirene della polizia. Non stavano passando per caso. Stavano venendo lì.
Qualcuno aveva fatto una chiamata anonima per segnalare un omicidio a casa del giornalista. La trappola era scattata.
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...mio Capitano il racconto è appassionante...spero che ci sia un seguito e che Marco Levante possa spiegare alla Polizia ciò che è successo...aspetto fiducioso...mentre scrivo è Mezzanotte, buona notte mio Capitano...

il 04/06/2026 alle 23:58

Bellissimo, affascinante e appassionante. Un carissimo saluto e buona giornata.

il 05/06/2026 alle 10:49

Caro mio educatissimo quanto fedelissimo scudiero, sì, avrà un seguito. Mi sto appassionando sempre più ai "romanzi"! Ti ringrazio! Una buona giornata! Tvb

il 05/06/2026 alle 11:44

Sta appassionando anche me, cara Alessandra! Spero ti piaccia il proseguo! Buona giornata! Grazie assai

il 05/06/2026 alle 11:46

Bello e avvincente, aspettando il seguito. Un saluto.

il 05/06/2026 alle 19:11

Confesso di essere ultimamente poco paziente e un pochino insofferente . Faccio i dovuti complimenti alla composizione, alla fantasia, alla bravura, ma sto tornando alle origini: sarò strano ma amo più scrivere che leggere e quando mi trovo di fronte lunghe letture, mi sento costretto. Ciò non toglie che va dato merito a chi sa concepire ed esporre delle vere e proprie storie. Sono in vena di sincerità e se mi è consentito su questo spazio, e me ne scuso, scorro 4 pagine di poesie e ne conto 15 dello stesso autore. Credo che a breve leggerò sempre meno, di questo passo. Forse servirebbe un po' più di rispetto. Omaggi agli autori più bravi e corretti. Nel lungo narrar sovvien destrezza. A cotanto amar la mia carezza.

il 05/06/2026 alle 20:35

Scusa, era: va mia carezza!

il 05/06/2026 alle 20:53

Ma come ! Hai interrotto sul più bello , quando l'adrenalina si diffondeva e la curiosità del seguito era a mille !Ma non fa niente , Aspetterò il seguito immaginando mille risvolti , che sicuramente non saranno sorprendenti e belli come il tuo . Sei bravissimo , Sir , il tuo raccontare è interessante e appassionante sempre ! Ti abbraccio Eos

il 05/06/2026 alle 21:06

Grazie molte, Jean! Istintivamente, a parte l'interesse, credo necessiti staccare un po' dai versi, per poter parlare decisamente in prosa! Un abbraccio.

il 06/06/2026 alle 09:33

Caro Poe, una delle mie battaglie è anche stata quella che citi! Codeste persone tutte, sono state interpellate in privato affinchè smettessero di depositare scritti che non avrebbe letto mai nessuno, per i motivi che hai citato. Le motivazioni sono sempre le stesse. Io ho una mentalità Salomonica: non vi è rispetto per gli altri, e non vi sono motivazioni che possano sminuire e opporsi a tale principio. Uno scritto al giorno... basta e avanza! Per quanto riguarda i "Romanzi", mi rendo conto che, a volte, sono prolissi, ma è per tal motivo che ho deciso di suddividerli. Diciamo che tal metodo mi consente anche di creare un po' di Suspense, spesso gradita! Carezza ricambiata!

il 06/06/2026 alle 09:45

Già, Eos, mi spiace tanto; dai, forse è meglio anche così, per i motivi citati prima! Ho inviato la seconda parte or ora! La terza è in bozza. Le tue parole mi abbracciano mentalmente! Tvb e grazie sempre di tutto! Buona Giornata!

il 06/06/2026 alle 09:50

Figurati, Poe! Grazie

il 06/06/2026 alle 09:51

Allora ho letto tutto nel momento giusto, che bello! Tra poco ci sarà il seguito... se sarà al livello di Stephen King come questo incipit, non me lo perderò di sicuro! Detto sottovoce: anch'io non riesco a leggere 'troppa roba' postata di seguito, ma basta saper scegliere per godere :-)

il 06/06/2026 alle 17:02

Aspetto il seguito...trascina questo tuo racconto...

il 06/06/2026 alle 17:16

Stephen è il numero uno in assoluto, amica Illune! Ho scritto in privato a codesti utenti, pochi mi hanno ascoltato: io li salto tutti, compresi quelli che non restituisnono la visita! Ma di che stiamo parlando? La coerenza, prima di tutto. Odio le contraddizioni! Già, io faccio come te: scelgo i migliori! Grazie sempre!

il 06/06/2026 alle 23:53

Certamente, Ninetta! Ti trascinerò dentro codesto Giallo/Noir! Grazie

il 06/06/2026 alle 23:54

Ho appena cominciato a leggere il tuo racconto. Questa tua passione mi giunge nuova però non è affatto male. Continuo a leggere..... Ciao Sir

il 25/06/2026 alle 11:40

Sì, carissima Thea: non sai quanto mi diverta! Grazie molte per le letture! Tvb

il 25/06/2026 alle 11:44