E le urla infrangono il corpo.
voglia di assaporare
l’estasi del mare,
insopportabile tortura
tra le gambe, a un passo dal ventre,
laddove traboccano i succhi del piacere.
la musica penetra l’eco delle mie ceneri,
dilatando l’estasi:
languore incandescente
di anime aggrovigliate all’orlo delle spine.
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