Una poesia ricca di sinestesi e inversioni, che usa il linguaggio del mito e della guerra epica per parlare, in realtà, del ciclo della vita, della fragilità della memoria e dell'inevitabile scorrere del tempo. Caro Elfo, sei riuscito a far coesistere la cenere e il germoglio in un equilibrio lirico molto suggestivo.
Grazie di cuore...in I cavalli di fuoco le sinestesie sono il modo in cui ho provato a far vibrare insieme luce, ritmo e movimento.