Il tuo testo, caro Elfo, delinea la figura dei poeti come custodi senza tempo di un sapere profondo e arcano. Attraverso immagini suggestive che legano la natura all'infinito del cosmo e della musica, la loro arte si fa tramite per superare le paure umane e ricreare sogni. Custoditi nell'antro della conoscenza come antichi vessilli d'amore, i loro versi svelano misteri nascosti solo a chi sa farsi fanciullo nello spirito. L'anima del poeta diventa così una chiglia indistruttibile, capace di fendere la caducità del tempo e di navigare attraverso le tempeste dell'esistenza. Bravissimo! Clap Clap!
Grazie davvero. Il vascello dei poeti nasce da un'immagine che mi porto dentro da tempo: sapere che ti ha parlato mi fa davvero piacere.
Io mi ci sono sentita dentro, dall'inizio alla fine della tua poesia, in quel vascello, caro Elfo, perché naviga in un fiume di espressioni suggestive che sconfinano dalla poesia, alla musica, alla pittura, che non possono restare chiuse in quell'antro ma vogliono uscire per solcare le onde da cui siamo tutti coinvolti e travolti... ma se i versi sono le trame dell'anima imperitura, l'ordito morente è il tempo in cui l'anima si distende perdendo la sua finitezza, allora il condottiero di tal vascello potrebbe essere S. Agostino!
Grazie di cuore. Il vascello dei poeti nasce da quell' inquietudine luminosa di cui parla Sant'Agostino:il cuore che cerca la sua rotta.