Anche in questa tua ricorre il tema delle mani; quasi una preghiera, un'esortazione, una tenera richiesta di contatto, di intreccio; come se le mani fossero i capi di due fili elettrici che, se non riuniti, non darebbero la corrente necessaria, il brivido, le emozioni, il puro contatto fisico, quello dove passa di tutto, quello dove giace l'Amore. - Immagino le mani intrecciate come fossero un'unica strada dove scorre la linfa necessaria alla sopravvivenza; cosa sarebbe l'uomo se non avesse un minimo di conttatto? - Sei molto discorsiva anche nella poesia, per questo ti dico che dovresti scrivere dei romanzi brevi; le parole non ti mancano. Complimenti e grazie per i tuoi passaggi sui miei testi
Carissima amica Ninetta, il tuo testo descrive il contatto fisico tra due persone come un canale di comunicazione profondo e quasi mistico, capace di superare i limiti del corpo e della parola. Attraverso il gesto del stringersi le mani, che si trasformano in un ponte, si attiva una corrente vitale che trasmette emozioni intime, paure, ricordi e silenzi. Il tatto si eleva a vera e propria lingua, annullando le individualità in una fusione delicata e luminosa, dove l'atto di toccarsi diventa un dono reciproco in cui ognuno perde una parte di sé nell'altro. Brava! Tvb.
Sembra di percorrere un esile confine scorrendo questi versi, che attraversano lo spazio esiguo tra pelle e sangue seguendo la linea del ricordo e di quella sillaba muta che io interpreto come parola ancora acerba, che attende di farsi poesia. La poesia non è qualcosa che accade per caso e nemmeno per una precisa volontà, ma quando pensieri e sensazioni vengono illuminati da quella parola inattesa, incendiaria come un fulmine... e tutto per me sconfina in questo significato, perché io credo il tuo interlocutore non sia un persona in carne ed ossa, ma la stessa poesia!
Stringimi la mano!è il contatto che trasmette la verità che produce il cuore.Stringerti la mano,in lei si trova la pulsazione che trasmette tutto l'amore e i sentimenti puri anche senza pronunciarsi a parole.Stringimi la mano,è come due corpi uniti che non si separeranno mai! Molto bella.piaciuta molto!
Che bella riflessione, grazie Gabry. Credo anch'io che le mani siano una forma di comunicazione potentissima: dal punto di vista umano, emotivo e perfino fisiologico. Una mano stretta può rassicurare, accogliere, sostenere e trasmettere molto più di tante parole. Nella mia poesia il ponte era proprio questo: un contatto capace di unire due anime oltre che due corpi. Grazie per aver colto così bene il senso dei miei versi.Forse abbiamo tutti bisogno di quel contatto che ci ricorda che non siamo soli. Grazie anche per l'incoraggiamento sulla scrittura: sapere che nei miei versi trovi materia da racconto mi fa molto piacere.
Sir, le tue parole mi emozionano profondamente. Hai colto esattamente ciò che sentivo mentre scrivevo: l'idea che il contatto tra due persone possa diventare un linguaggio silenzioso, capace di trasmettere ciò che spesso le parole non riescono a dire.Per me la mano è davvero un ponte: un gesto semplice che racchiude presenza, ascolto, fiducia e condivisione. Mi piace pensare che, nel toccarsi, due persone si scambino qualcosa di invisibile ma essenziale, una piccola parte della propria luce. Abbracci Grazie per aver letto i miei versi con tanta sensibilità e per avermi restituito una riflessione così bella. Ti voglio bene anch'io.
Illune grazie!che bella e sorprendente la tua lettura. Confesso che non avevo pensato al mio interlocutore come alla poesia stessa, eppure, rileggendo le tue parole, mi sembra una possibilità del tutto naturale. Mi affascina molto la tua interpretazione, perché sposta lo sguardo oltre il significato più immediato dei versi e li conduce in uno spazio che appartiene alla stessa nascita della poesia.Forse ogni poeta tende la mano a qualcosa che non può afferrare del tutto, ma che continua a chiamarlo da dentro. Grazie per aver attraversato i miei versi con tanta delicatezza e profondità. Hai illuminato un sentiero che non avevo ancora visto nè pensato.Abbracci.
Grazie eclisse, amico di vecchia data.Grazie per le tue parole. Hai colto qualcosa che va oltre il semplice gesto di stringere una mano. Per me una stretta di mano tra due anime è un incontro silenzioso, un ponte invisibile che unisce emozioni, fiducia e verità. È un linguaggio che non ha bisogno di parole, perché il cuore riconosce ciò che sente e lo trasmette attraverso quel contatto. A volte una mano stretta con sincerità riesce a comunicare più di mille discorsi: presenza, affetto, sostegno e quella profonda connessione che nasce quando due anime si riconoscono.Abbracci.
Forse mi sbaglio ma credo che , o almeno lo sento così, nella stretta della mano ci sento un desiderio di condivisione e di consolazione riguardo alla vita al tempo che passa, al timore del futuro (paure bianche) della morte (cenere dei nomi) , come se attraverso il ponte che si crea si condividessero uguali timori (tremito delle foglie) e la trasmissione del calore da un corpo all'altro , le attenuasse ...Anche la ''lieve febbre'' e la sillaba muta la sento come un senso di non appartenenza , di estraneità a un mondo nel quale ci si sente soli ...Ninetta ci colgo soprattutto quello che ti ho riportato e benché siano immagini tutte di solitudine ci avverto un grande desiderio di condivisione e di vicinanza psichica .Nel complesso è molto bello ma la sento triste , o forse sono io che sento male ^-^ Baci Eos
Cara Eos.Mi è piaciuta molto la tua lettura, soprattutto perché hai colto subito il desiderio di condivisione che per me è il cuore della poesia. Forse la differenza è che tu hai sentito maggiormente la componente malinconica, mentre io, scrivendola, vedevo soprattutto il lato luminoso del gesto. Le paure, il tempo che passa, la fragilità ci sono, ma come sfondo. Quello che mi interessava davvero era l'idea che attraverso una stretta di mano qualcosa si trasmetta e si condivida: calore, presenza, fiducia, perfino una parte di sé. Per questo le immagini che possono sembrare tristi, nella mia intenzione, vengono mitigate dal contatto e dalla vicinanza. Insomma, più che una poesia sulla solitudine, per me è una poesia su ciò che riesce a interromperla,anche solo per un istante.Hai comunque visto molto di ciò che intendevo.Ti ringrazio e ti abbraccio.
La tua poesia racconta una mano che, quando stringe, va oltre il gesto. Nel tocco si sciolgono le paure e nasce qualcosa di buono. È una stretta che non trattiene, ma illumina l’altro. E in quel contatto resta un po’ di luce condivisa. Complimenti: è un’immagine che rimane nel cuore.
Grazie Gaetaloi, molto bello il tuo commento.. Si!.la luce è condivisa...
Hai proprio ragione... una stretta di mano non è solo un contatto fisico, ma avviene qualcosa di diverso, superiore, la mente e il cuore vi partecipano e avviene un piccolo miracolo... uno scambio mentale istantaneo tra i due... Non avrei mai pensato a questo e grazie di avermelo fatto capire. Con affetto una stretta di mano da Zacchete...
Caro Fabio è proprio come dici...una stretta di mano, un piccolo miracolo.Sì, la mano è una delle parti del corpo con la più alta densità di recettori sensoriali. Una porzione molto ampia della corteccia somatosensoriale del cervello è dedicata proprio alle mani e alle dita. Quando stringiamo o accarezziamo la mano di qualcuno, accadono diverse cose a livello neurologico. quando due persone si toccano le mani non stanno solo scambiando informazioni tattili: i loro cervelli stanno anche valutando intenzioni, emozioni e qualità della relazione. È uno dei modi più antichi e immediati con cui gli esseri umani comunicano senza parole.Un abbraccio.