Egregio Cignonero,condividere la felicita' e' tratto "distintivo".Se cerchi tra colleghi anche noti,vi e' un tentativo diffuso di divulgar l'insoddisfazione,sgravarsene,penso alla canzone,o canzonetta,rituale esorcistico dove sovente s'inquina l'acqua "al pozzo",non parlo della crisi irreversibile del vinile,ma molto prima.Cioe',tra irrecuperabili storie,amori unici,vi s'inseriva una quantita' tale di riserve,da mettere in discussione del rapporto.A che pro?Invece condivider la felicita',anche di pochi minuti carpiti all'uniforme,all'indistinto,e' tratto distintivo,appunto.Se poi i momenti giusti si riproducono "pandemicamente",diveniamo pure sceneggiatori per "Aspettando il domani",o soap operas!Zao,e buon lavoro.
Caro Sergio, sarebbe ben giusto codividere la felicità ma lei è essenzialmente personale e difficile da condividere con gli altri se non si è carichi di altruismo. Io spero con un po di presunzione di dare con le mie poesie un po di felicità a chi ha la pazienza di leggermi. Grazie per i tuoi alquanto confusi commenti, ai quali ormai sono abituata. ZAO
I commenti possono esser confusi,ma la vita e' inesauribile ricerca di senso,la vita,la carriera,cio' che resta,quindi prendili come apporti,affluenti,non sofismi ,mai commenti.Zao.