PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 29/05/2026
I

la notte ha steso sul mondo
un mantello cucito con aghi di luna,
e le città, immobili,
sembrano navi arenate
in un mare di vetro nero.

cammino tra i minuti
come un mendicante tra le rovine del tempo:
ogni ricordo è una moneta ossidata
che tintinna nelle tasche dell’anima.

il vento mastica le foglie
e sputa sillabe d’autunno
sui marciapiedi stanchi;
intanto il cielo
lascia colare stelle
come sangue di diamanti.

ho visto i tuoi occhi
aprire incendi nel silenzio,
due fari sepolti nella nebbia
capaci di guidare perfino
le barche perdute dei miei pensieri.

ma l’amore è un animale selvatico:
dorme tra le costole,
beve sogni dalle mani
e fugge all’alba
lasciando impronte di cenere
sui tappeti del cuore.

così resto qui,
ultimo violinista di una stagione che crolla,
a suonare melodie rotte
per un pubblico di ombre.

eppure, dentro il buio,
una piccola speranza resiste:
fragile come una candela
accesa nel ventre di un uragano,
ma viva
terribilmente viva.

tony01
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Mi sorprende questo paesaggio tenebroso e immobile in una poesia d'amore, perché la sua atmosfera non pare in corrispondenza con il sentimento amoroso passionale, selvaggio, con alti e bassi emotivi che ne fanno qualcosa di tempestoso e tormentato... perfino le impronte di cenere sono lasciate da un amore fuggitivo, dinamico, mentre rimangono solo le ombre e i rotti singulti della musica nel buio della notte. La tenue candela di speranza forse getta una luce su quel mondo immobile, dando senso a una vita pietrificata e statica, chiusa nelle torri d'avorio di una società in decomposizione...

il 29/05/2026 alle 23:46

Il bel commento un po discutibile e fuori tema mi lascia perplesso, ma rispetto il tuo punto di vista.

il 30/05/2026 alle 00:20