PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 27/05/2026
me ne andrò
una sera
mano nella mano
alla solitudine

solo il tuo silenzio
accompagnerà
stanco
gli ultimi passi alla porta

quanto vorrei un tappeto di foglie
alla malinconia
e il vento nei capelli
d’un addio
a soffiare almeno una carezza

quella che non t’ho mai dato

poi ci vorrà poco
a staccarsi dal ramo
danzando questa vita
all’aria d’autunno
quando in volo
ci saranno tanti ricordi
raccolti in un fremito

e caduti ai piedi di stagioni più belle
i nostri nomi
che avevo scolpito
sulla corteccia
d’un duro destino

resterà il tronco nudo sui campi
a far capo d’ altri voli
migranti

torneremo
io e te per sempre
stretti alle radici
della nostra terra

con un papavero tra le zolle
forse un girasole nelle ossa
e questi versi sul marmo
d’oblio

libero dai vermi di putredine
sono salito
su un carro alato di fuoco
agli astri rivolto
come la mia penna
  • Attualmente 0/5 meriti.
0,0/5 meriti (0 voti)

Tranquillo, non te ne andrai in solitudine... Io scendo... ma di certo scenderà questa lei di cui parli che ti accompagnerà nel posto da te sognato. Ora, pensa al presente e scrivi, perché lo sai fare bene. Con affetto, ciao ;)

il 27/05/2026 alle 13:01

Papaveri e girasoli mi fanno pensare a sogni d'immortalità e grandezza racchiusi nella dolcezza di un autunno capace di incorporare l'estate tra le sue foglie stanche... pronto per il carro di fuoco, nessun oblio per te e la tua penna alata!

il 27/05/2026 alle 17:07

gabry mi hai commosso...resta e nun fa scherzi eh...mi riporti un poco de sor vittò, grazie !

il 27/05/2026 alle 19:57

cara Illune, grazie per i tuoi commenti profondi, chi è pronto, l'autunno o me ? magari l'oblio mi fa più paura, sì, infatti ho sempre bisogno di parole, inutili, è vero, ma fanno compagnia...grazie

il 27/05/2026 alle 20:00