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Pubblicata il 24/05/2026
Il romanzo Marianna Sirca, scritto da Grazia Deledda nel 1915, racconta una storia intensa ambientata nella Sardegna rurale e arcaica. Marianna, è una donna benestante e indipendente, cosa piuttosto insolita per il suo tempo. Decide di vivere da sola nella sua proprietà di campagna, rifiutando le convenzioni sociali e il matrimonio imposto. La sua vita cambia quando incontra Simone Sole, un bandito (fuorilegge) affascinante e misterioso. Tra i due nasce una relazione complessa, fatta di attrazione, tensione e differenze sociali profonde. Marianna è combattuta: da un lato è attratta dalla libertà e dalla forza selvaggia di Simone,dall’altro teme le conseguenze sociali e morali di questo legame.
temi principali
il romanzo affronta diversi temi tipici della Deledda:
contrasto tra libertà individuale e norme sociali
passione e conflitto interiore
condizione femminile (una donna che cerca autonomia in una società patriarcale)
destino e fatalismo
ambiente sardo: la natura aspra riflette gli stati d’animo dei personaggi
la storia di Marianna rappresenta la lotta tra desiderio e dovere. Nonostante la sua apparente forza, la protagonista rimane intrappolata in una realtà che limita le sue scelte. Marianna Sirca di Grazia Deledda piace perché racconta un conflitto interiore universale: il contrasto tra ciò che desideriamo e ciò che sentiamo giusto fare. I personaggi sono realistici, pieni di contraddizioni, e l’atmosfera intensa rende tutto più profondo.Simone, invece, è una figura ambigua: è sia un uomo reale sia il simbolo della libertà istintiva che Marianna desidera ma teme.
non è un eroe romantico, ma una presenza che la mette in crisi e la costringe a confrontarsi con sé stessa Nella sua figura, Grazia Deledda costruisce una donna che sembra forte, quasi fuori dal suo tempo, eppure profondamente attraversata da ferite invisibili. Vive sola, sceglie per sé, rifiuta ciò che la società le impone: tutto in lei parla di autonomia. Ma questa indipendenza non è una conquista pacificata , è una difesa. È il tentativo di controllare un mondo interno che, appena s’incrina, lascia emergere desideri più oscuri e incontrollabili. L’incontro con Simone Sole non è solo una svolta narrativa: è uno shock psicologico. Simone rappresenta ciò che Marianna reprime l’istinto, la libertà assoluta, il rischio. Non è un caso che ne sia attratta: in lui riconosce una versione di sé che non ha il coraggio di vivere. È qui che il romanzo diventa profondamente moderno: il conflitto non è esterno, ma interiore, quasi una lotta tra due identità. Marianna resta sospesa. Non cede del tutto, ma non si libera nemmeno. Questa immobilità è il cuore tragico del personaggio: non la caduta, ma l’impossibilità di scegliere. . È una donna che intuisce la libertà, la sfiora, ma resta legata a ciò che la definisce e la limita. In questo senso, il romanzo non racconta solo una storia d’amore impossibile, ma qualcosa di più universale: la difficoltà di essere coerenti con se stessi, quando ciò che desideriamo entra in conflitto con ciò che siamo stati educati a essere. Marianna, alla fine, non riesce a essere libera,non è viinta dagli altri. È vinta da quella parte di sé che non riesce ad accettare.
per il Nobel della letteratura consegnato all' unica donna cento anni fa :Grazia Deledda.
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2,0/5 meriti (2 voti)

Grazie molte, Ninetta! Una storia davvero affascinante! Un abbraccio! Lo Leggerò!

il 24/05/2026 alle 08:01

grazie Ninetta. Informazioni utilissime

il 24/05/2026 alle 09:50

Tu pensa... abbiamo tutti letto Canne al vento e un cospicuo assortimento di racconti di Grazia Deledda, mentre noto che anche altri come me non hanno ancora incontrato la bellezza di questo romanzo, che certamente ha contribuito al Nobel, da lei assolutamente meritato! dai miei ricordi scolastici emerge un lontano dibattito, se assegnare il Nobel, allora, a lei oppure ad Ada Negri, altra scrittrice di grande spessore e quasi dimenticata, ma di quel dibattito mi è rimasto veramente poco... che tu sappia, esiste qualche pubblicazione in giro che ricordi questi personaggi, grandiosi ma relegati in alto negli scaffali? Grazie comunque delle preziose indicazioni sul romanzo!

il 24/05/2026 alle 13:01

Grazie Sir e Giody per i commenti.

il 24/05/2026 alle 19:34

Grazia Deledda è nata a Nuoro, città in cui io vivo.La città è in fermento...convegni, teatro, letture dei suoi libri, visite alla sua casa Museo,mostre ed eventi nei borghi (Galtelli il borgo di Canne al vento), documentari e film. Il Premio Nobel per la Letteratura assegnato a Grazia Deledda non fu il risultato di un confronto diretto con Ada Negri, ma di una scelta maturata dentro una rosa internazionale molto ampia. Deledda prevalse perché la sua narrativa, ambientata nella Sardegna rurale, riusciva a trasformare vicende locali in temi universali come il destino, la colpa e la coscienza morale, con uno stile sobrio e accessibile ma molto solido. In quel contesto l’Accademia Svedese premiò soprattutto la capacità di coniugare radicamento geografico e valore umano universale, più che l’innovazione formale o il prestigio poetico puro.Marta Savini, “Invito alla lettura di Grazia Deledda”posso consigliarti dei testi... Un buon testo introduttivo: biografia, opere principali e interpretazioni critiche. Marina Vitale, “Grazia Deledda” Biografia abbastanza completa e accessibile. “Grazia Deledda. Una vita per il Nobel” Libro divulgativo molto usato per avvicinarsi alla figura della scrittrice e al contesto sardo. Renato Serra .Considerò Deledda una voce originale della narrativa italiana Neria De Giovanni — una delle maggiori studiose contemporanee di Deledda, presente in questi giorni in tutti i convegni in sardegna.Grazie per il commento.

il 24/05/2026 alle 19:53

Grazie, Ninetta

il 24/05/2026 alle 21:40