Il tema era sulla libertà...dai libri della Deledda.Monologo letto da una attrice di teatro,ha ricevuto molti applausi.Grazie Sir, Poe,Silia2 per il vostro apprezzamento.Abbracci.
Non conoscevo nessuno scritto di Grazia Deledda anche se ho sempre pensato di leggere qualcosa .Non conoscevo neanche questo monologo . Veramente stupendo , non la lotta eterna tra essere e dover essere ma tra essere voler essere e dover essere .Lei lo esprime in maniera molto bella, molto chiara e rappresenta l'infelicità a cui sono comunque destinate tali persone, perché il primo conflitto è con sè stessi tra essere e voler essere ; perché l'essere è già un compromesso tra ciò che uno è e ciò che la cultura impone e si è interiorizzato ; poi c'è dentro quel ''voler essere'' che rende comunque incerte e incapaci di rompere il perimetro dentro cui uno si rinchiude per trovare pace con se stessa e la cultura esterna. Grazie Ninetta, leggerò adesso sicuramente Grazia Deledda perché la trovo veramente interessante , e attuale nel mondo femminile anche di oggi . Bravissima . Baci Eos
E.C. terzo rigo ''tra essere e dover essere'' non ''essere e voler essere'' . Scusa non vorrei essere quella che fa sempre errori ^-^. Ribaci Eos
Ti ringrazio davvero per le belle parole che mi hai detto sul monologo, mi hanno fatto molto piacere. Sai, quello che mi ha colpito di più di Marianna Sirca è proprio la sua dimensione interiore, questa sofferenza così umana e profonda, la complessità psicologica del personaggio. È stata proprio questa capacità di Grazia Deledda di entrare nell’anima delle persone ad attirarmi così tanto. Ed è anche ciò che, secondo me, rende le sue opere ancora così attuali, soprattutto rispetto al mondo femminile: i suoi personaggi vivono conflitti, desideri, fragilità e tensioni che parlano ancora a noi oggi. In più trovo straordinario il modo in cui descrive i paesaggi: mentre leggi hai quasi la sensazione di viverli in prima persona, di respirare quei luoghi insieme ai personaggi. Per questo mi viene davvero da dirti di leggere le opere di Grazia Deledda, perché ogni suo libro riesce ad aprire qualcosa dentro. Se posso consigliartene un altro, io recentemente ho letto “La madre” e l’ho trovato molto intenso e bellissimo, proprio per questa sua profondità umana e psicologica.Abbracci.
Volevo dirti che il monologo di Marianna Sirca l'ho scritto io, perchè sono rimasta colpita dalla sua complessità psicologica,questo suo essere divisa tra l'amore e il peso del giudizio della società. Ho confrontato Marianna Sirca con altre donne della letteratura di cui sicuramente hai letto il libro.Intendoi Anna Karenina e Madame Bovary , tutte donne che desiderano una vita diversa da quella imposta dalla società, ma reagiscono in modo molto diverso al conflitto tra passione e norme sociali. In "Marianna Sirca", Marianna è una donna forte, economicamente indipendente e consapevole dei propri desideri. Ama Simone Sole, il bandito, e sogna una vita autentica con lui. Però alla fine non riesce a liberarsi davvero dal peso della mentalità del suo ambiente. La sua rinuncia nasce soprattutto da un conflitto interiore: desidera la libertà, ma è ancora legata ai valori e ai giudizi della società sarda tradizionale. La tragedia quindi è soprattutto psicologica e sociale. In Anna Karenina invece Anna sceglie di seguire fino in fondo la passione per Vronskij. A differenza di Marianna, rompe apertamente con la società aristocratica russa: lascia il marito, sfida le convenzioni e accetta di vivere il suo amore. Tuttavia questa scelta la isola completamente. La società la condanna, lei perde serenità e sicurezza, fino alla disperazione finale. Anna è quindi un personaggio più ribelle e tragico: non rinuncia all’amore, ma paga duramente la sua libertà. Anche Emma, protagonista di Madame Bovary, cerca di evadere dalla vita che sente mediocre. Però la differenza fondamentale è che Emma vive soprattutto di illusioni romantiche. Non cerca una libertà autentica come Marianna né un amore assoluto come Anna: vuole una vita eccezionale, raffinata e passionale, simile a quella dei romanzi che legge. I suoi amori diventano una fuga dalla noia e dall’insoddisfazione. Emma quindi è meno consapevole di sé rispetto a Marianna e Anna; spesso confonde il desiderio con il sogno romantico. Marianna desidera la libertà ma non riesce a spezzare davvero i legami con la società. Anna sfida apertamente la società in nome della passione. Emma cerca di fuggire dalla banalità della vita inseguendo illusioni romantiche. Tutte e tre, però, mostrano quanto fosse difficile per una donna dell’Ottocento affermare i propri desideri contro le regole sociali.ancora oggi molte donne si lasciano condizionare dalle aspettative sociali e rinunciano, almeno in parte, ai propri desideri per paura del giudizio o del rifiuto.Grazie Eos per i commenti e la tua costante presenza .Baci.