Mi proviene da questi versi un forte sentimento di novità e di attesa, sotto quel velo che non è affatto il senso di una rinuncia, ma il silenzio di chi ascolta ogni battito della vita, che scorre accanto con i suoi ritmi consueti, con la pazienza di poterli accordare al proprio sentire ancora acerbo... in attesa di una parola nuova, moderna, per poterlo esprimere con rinnovata consapevolezza. Un viaggio emozionante che prepara alle scelte della vita, complimenti!
La rinuncia che si fa potere: cancellare l’io per farsi ascolto puro. Nel vuoto del nome sacro, il silenzio della clausura diventa il codice più rivoluzionario e moderno per decifrare il mondo.Molto bella
Sentivo che la poesia era bella, ma sinceramente non ci avevo capito una mazza, mi si è acceso ora un raggio di luce in fondo al tunnel, grazie ai commenti di persone forse più intelligenti di me, e sicuramente maggiormente sensibili. Complimenti, Giody :-)
Illune, ti chiedo scusa. devo associare i Nick. Il tuo è un commento bellissimo. Grazie per il privato. mi ha scritto Morris in privato che mi ha volutamente preso in giro.
"Novizia” una parola che va oltre il significato strettamente religioso e può diventare simbolo di una trasformazione interiore profonda. Il “velo nuovo” rappresenta una soglia attraversata: l’ingresso in una condizione diversa dell’esistenza, fatta di silenzio, disciplina e ascolto. Colei che sembra imparare una nuova forma di pazienza e di presenza, accettando di “spogliarsi del nome”, cioè di lasciare andare identità, ruoli e definizioni precedenti. In questo distacco non emerge un rimpianto esplicito, ma una sospensione emotiva che rende il testo ambiguo e intenso: non è chiaro se la rinuncia sia una liberazione spirituale o una perdita silenziosa di sé. L’atmosfera lenta e raccolta della sera amplifica questa sensazione di passaggio. L’“immobilità perfetta” può essere letta come pace contemplativa, ma anche come isolamento, come se la protagonista fosse ferma in uno spazio intermedio tra ciò che era e ciò che sta diventando. In questo stato sospeso, il cuore ,umano, amoroso o spirituale , assume una centralità assoluta: ogni battito si trasforma in linguaggio. Il verso finale apre infatti una riflessione sul bisogno di trovare parole nuove per esprimere l’esperienza interiore. La “parola moderna” sembra nascere non dalla tradizione o dalla dottrina, ma dal corpo e dall’emozione vissuta. Per questo la poesia può essere letta anche come una meditazione sull’identità femminile, sull’amore, sulla rinuncia e sulla ricerca di una voce autentica. Il testo non offre una verità unica: resta aperto, sospeso tra spiritualità e desiderio, tra annullamento e rinascita.Molto bello...si potrebbe parlare ancora...
La sera ti coglie ancora in ginocchio. Alzati e cammina con il battito del cuore che ti porta oltre. Molto bella.
sono rimasta sbigottita dalla tua risposta, Ninetta - sei un'enciclopedia vivente. hai colto tutti gli spunti possibili e veri. Sono lusingata. grazie grazie grazie.