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Pubblicata il 23/05/2026
Terzine di settenari a rime incatenate.
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«Ape o vespa?» mi chiedo.
lei ronza disperata
ed io all’ansia cedo.

al solito imbucata
nella mia grigia stanza
dalla vecchia bucata

zanzariera ora danza
rabbiosa e prigioniera
intorno alla mia panza.

ed è domanda mera
che pur essendo insetti
la prima fa la cera,

quell’altra gli stiletti
conficca nella pelle
e tu, a denti stretti

mentre traguardi stelle
ti metti a recitare
i santi a catinelle

non certo per pregare
tutto il tuo calendario…
ti prego non bucare:

sistema immunitario
sta già messo alla prova!
doppiato ho già san Dario¹

ma ancora lei non trova
il buco dell’entrata
e più rancore cova…

o forse ‘sta scoppiata
ignora che l’uscita
non resta separata

ché solo una ferita
mi squarcia quella rete?
la pazienza sfinita

in lei vince la sete
di ritornare al mondo:
qualche secondo in quiete

ma poi riprende in tondo
il tragico ronzio
dal tono furibondo.

m’accosta e ancora io…
«Sei ape oppure vespa?»
mi chiedo in logorio…

fiducia mi s’increspa…
di nuovo sta tacendo,
la fronte si discrespa²

ed ora sorridendo
coi santi non mi lagno…
ma… mi si sta smuovendo…

debbo correre in bagno!
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¹: è in dicembre, ultimo foglio di bestem… di calendario;
²: si distende, va via il corrugamento della paura… ok, lo ammetto, non è facile rimare con vespa e non volevo ridurre ad assonanza o a consonanza!
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ioffa, 26/04/2026
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Impeccabile ronzio metrico! Ciao, superlativo assoluto, amico mio!

il 23/05/2026 alle 10:03