PoeticHouse - Il Portale dei Poeti e della Poesia
Pubblicata il 22/05/2026
Avanzan con il passo altero e lento,
le trombe d’or protese contro il vento.
D’ordito e seta il petto loro è adorno,
annunzia il bronzo il fine del buon giorno.

Sollevano lo sguardo a un cenno solo,
mentre il silenzio spiega il proprio volo;
recano i gran decreti sulla carta,
di stirpe che per gloria si diparta.

Arrivan messaggeri alla platea,
dinanzi a loro il popol si ricrea;
custodi di segreti e di parate,
araldi delle storie già passate.

Sfogliano i vecchi codici d'onore,
scovando il sangue d'ogni fondatore;
esperti della giostra e del torneo,
frenano l'ira del barone reo.

Sulle divise brilla il sacro stemma,
lucente e puro come viva gemma;
vanno protetti da violenta offesa,
voci di tregua e d'una patria intesa.

Ombre sacre tra i re, sopra i possenti,
araldi che non piegano ai lamenti;
scolpiscono nel tempo il nome e il vanto
di chi cadde coperto dal suo manto.

E quando della tromba il suono muore,
resta la legge, il rito ed il valore;
mentre il destino i regni muta e scuote,
giran del tempo le supreme ruote.
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E il tempo fa girar tutte le ruote, // i giorni ed i pianeti ed altre palle; // capita che talvolta pure scuote // rerenità mostrando troppe falle, // // ma per tortuna giunge la poesia // che mostra arcobaleni dietro il vetro // e fa sentir profonda un'armonia // se, come questa, ben rispetta il metro: // // belle quartine danzan senza fretta // in versi endecasillabi canonici // in cui s'alterna rima assai perfetta // portando effetti belli e cardiotonici.

il 23/05/2026 alle 00:01

Non «rerenità» ma «serenità» … non «tortuna» ma «fortuna» … a non mettere gli occhiali capita; ma sarebbe capitato anche con gli occhiali, in realtà il monitor è alla distanza esatta a cui i miei occhi focalizzano bene senza necessità di correzioni; quindi son le dita che vanno corrette!

il 23/05/2026 alle 00:05

La tua magnificenza non ha bisogno di correzione alcuna. Grazie sempre delle tue accurate lezioni di metrica. Ti stimo e ti rispetto sempre! Un abbraccio fraterno.

il 23/05/2026 alle 00:13

Le tue dita pensano quanto la tua mente.

il 23/05/2026 alle 00:14

Il mio amico collega Romoletto, scende dall'auto e mi implora di scrivere una poesia sugli Araldi! Ebbene, cara Giody, la stessa sera, al ritorno dall'ufficio, la scrivo e gliela invio. Un sorriso di grazie

il 23/05/2026 alle 14:07

Stavo per complimentarti con te, Sir, quando ho letto il commento di ioffa, che geniale è dir poco... quando penne così raffinate si incontrano è una gioia dei sensi, chiunque siano i tuoi araldi! Per me è un'emozione e una delizia, altro dirti non so...

il 23/05/2026 alle 16:03

In effetti, cara Illune, non ho mai dato retta alla metrica canonica! Le mie precedenti hanno uno stile che oltrepassano gli endecassilabi senza contare precisamente le sillabe. Poi è arrivato Ioffa che ha saputo convincermi nell'essere più preciso e rispettoso di quelle regole, ed eccomi qui, più soddisfatto. Grazie molte!

il 23/05/2026 alle 18:28

Mentre la storia crolla e le dinastie marciscono, l'araldo salva la liturgia del potere: il trionfo della forma sul disastro del tempo, dove la legge sopravvive al re solo perché è stata cantata con la giusta solennità.Splendida Sir.

il 23/05/2026 alle 19:11

La poesia descrive un corteo solenne di araldi, figure che nell’immaginario medievale erano messaggeri ufficiali e custodi delle leggi e delle tradizioni. Vengono presentati come uomini austeri e autorevoli, riconoscibili dalle trombe, dagli stemmi e dalle vesti ricche, che avanzano con passo lento e rituale. Attraverso di loro, il poeta mette in scena un mondo ordinato e gerarchico, dove contano la legge, l’onore e la memoria dei grandi casati. Gli araldi non sono semplici portavoce, ma “custodi del tempo”: raccolgono i codici d’onore, ricordano le gesta dei fondatori e mantengono viva la storia dei regni. Lo stile è molto elevato e ricco di immagini simboliche (come il silenzio che “spiega il proprio volo” o le “supreme ruote del tempo”), che danno un tono epico e quasi fuori dal tempo. Anche il ritmo e le rime contribuiscono a creare un effetto di cerimonia e solennità. Nel complesso, il testo costruisce un’idealizzazione del passato: un mondo regolato da riti, valori assoluti e figure solenni che rappresentano la continuità della storia e del potere.Bel testo.

il 24/05/2026 alle 00:37

Ti ringrazio, Martina! Hai centrato il tutto in modo sintetico! Un salutissimo!

il 24/05/2026 alle 08:27

In effetti, amica Ninetta, ci ho lavorato un po'! Casa di mia mamma è ancora arredata di quelle fondamentali enciclopedie che mi hanno permesso di imparare precocemente tutto ciò che so! Lei è stata un'insegnante e lo è stata soprattutto per me! I Cavalieri della Tavola Rotonda, Re Artù, Lancillotto, Camelot, gli Araldi, etc, disegnati in modo così attraente e affascinante, che ne lessi i concetti prima ancora di acquisirne lettura! Quel mondo è rimasto dentro me, e per sempre! Grazie infinite della tua certosina quanto stupefacente disamina! Tvb.

il 24/05/2026 alle 08:46