E il tempo fa girar tutte le ruote, // i giorni ed i pianeti ed altre palle; // capita che talvolta pure scuote // rerenità mostrando troppe falle, // // ma per tortuna giunge la poesia // che mostra arcobaleni dietro il vetro // e fa sentir profonda un'armonia // se, come questa, ben rispetta il metro: // // belle quartine danzan senza fretta // in versi endecasillabi canonici // in cui s'alterna rima assai perfetta // portando effetti belli e cardiotonici.
Non «rerenità» ma «serenità» … non «tortuna» ma «fortuna» … a non mettere gli occhiali capita; ma sarebbe capitato anche con gli occhiali, in realtà il monitor è alla distanza esatta a cui i miei occhi focalizzano bene senza necessità di correzioni; quindi son le dita che vanno corrette!
La tua magnificenza non ha bisogno di correzione alcuna. Grazie sempre delle tue accurate lezioni di metrica. Ti stimo e ti rispetto sempre! Un abbraccio fraterno.
Il mio amico collega Romoletto, scende dall'auto e mi implora di scrivere una poesia sugli Araldi! Ebbene, cara Giody, la stessa sera, al ritorno dall'ufficio, la scrivo e gliela invio. Un sorriso di grazie
Stavo per complimentarti con te, Sir, quando ho letto il commento di ioffa, che geniale è dir poco... quando penne così raffinate si incontrano è una gioia dei sensi, chiunque siano i tuoi araldi! Per me è un'emozione e una delizia, altro dirti non so...
In effetti, cara Illune, non ho mai dato retta alla metrica canonica! Le mie precedenti hanno uno stile che oltrepassano gli endecassilabi senza contare precisamente le sillabe. Poi è arrivato Ioffa che ha saputo convincermi nell'essere più preciso e rispettoso di quelle regole, ed eccomi qui, più soddisfatto. Grazie molte!
Mentre la storia crolla e le dinastie marciscono, l'araldo salva la liturgia del potere: il trionfo della forma sul disastro del tempo, dove la legge sopravvive al re solo perché è stata cantata con la giusta solennità.Splendida Sir.
La poesia descrive un corteo solenne di araldi, figure che nell’immaginario medievale erano messaggeri ufficiali e custodi delle leggi e delle tradizioni. Vengono presentati come uomini austeri e autorevoli, riconoscibili dalle trombe, dagli stemmi e dalle vesti ricche, che avanzano con passo lento e rituale. Attraverso di loro, il poeta mette in scena un mondo ordinato e gerarchico, dove contano la legge, l’onore e la memoria dei grandi casati. Gli araldi non sono semplici portavoce, ma “custodi del tempo”: raccolgono i codici d’onore, ricordano le gesta dei fondatori e mantengono viva la storia dei regni. Lo stile è molto elevato e ricco di immagini simboliche (come il silenzio che “spiega il proprio volo” o le “supreme ruote del tempo”), che danno un tono epico e quasi fuori dal tempo. Anche il ritmo e le rime contribuiscono a creare un effetto di cerimonia e solennità. Nel complesso, il testo costruisce un’idealizzazione del passato: un mondo regolato da riti, valori assoluti e figure solenni che rappresentano la continuità della storia e del potere.Bel testo.
Ti ringrazio, Martina! Hai centrato il tutto in modo sintetico! Un salutissimo!
In effetti, amica Ninetta, ci ho lavorato un po'! Casa di mia mamma è ancora arredata di quelle fondamentali enciclopedie che mi hanno permesso di imparare precocemente tutto ciò che so! Lei è stata un'insegnante e lo è stata soprattutto per me! I Cavalieri della Tavola Rotonda, Re Artù, Lancillotto, Camelot, gli Araldi, etc, disegnati in modo così attraente e affascinante, che ne lessi i concetti prima ancora di acquisirne lettura! Quel mondo è rimasto dentro me, e per sempre! Grazie infinite della tua certosina quanto stupefacente disamina! Tvb.